Spiritualità

L’Albero, un Essere Spirituale

Gli ultimi studi colgono il cuore di una rivoluzione scientifica e filosofica attualmente in corso: il passaggio dalla visione della pianta come “oggetto passivo” a quella di essere intelligente e senziente
Alcuni punti fondamentali che la moderna neurobiologia vegetale (portata avanti da studiosi come Stefano Mancuso) sta confermando:
1. Intelligenza distribuita vs Centralizzata:
Mentre noi umani abbiamo puntato tutto su un “centro di comando” (il cervello), una strategia rischiosa perché se il cervello muore, l’individuo muore, l’albero ha scelto la decantralizzazione. In ogni cellula e specialmente negli apici radicali (le punte delle radici), l’albero elabora dati, percepisce gravità, umidità, gradienti chimici e segnali elettrici. È un’intelligenza a rete, simile a internet: se ne tagli un pezzo, il resto continua a funzionare e a decidere;
2. Il movimento invisibile:
Hai ragione: l’immobilità dell’albero è solo apparente. Le piante si muovono nel tempo e nello spazio attraverso la crescita e la plasticità fenotipica. Se un pericolo arriva, non potendo scappare, l’albero mette in atto una risposta chimica sofisticata: può produrre tossine per avvelenare un parassita o emettere molecole volatili per avvertire gli alberi vicini del pericolo imminente.
3. Cooperazione e il “Wood Wide Web”
La scienza ha confermato che sotto i nostri piedi esiste una rete sociale incredibile. Attraverso le micorrize (funghi simbionti), gli alberi creano una vera e propria rete neurale sotterranea, il Wood Wide Web, attraverso cui scambiano nutrienti, carbonio e informazioni. Gli “alberi madre” arrivano persino a nutrire i piccoli nati all’ombra, che altrimenti non sopravvivrebbero
4. Il fine armonico e la presunzione umana
Negli ultimi decenni si è iniziato a studiare le piante per ciò che sono e non per ciò che ci servono. Mentre l’animale consuma, l’albero trasforma l’energia solare in vita, mantenendo l’equilibrio atmosferico. Questo “status armonico” di cui parli non è solo poetico, è una necessità biologica: l’albero sa che la sua sopravvivenza dipende dalla salute dell’intero ecosistema
Una nuova spiritualità scientifica?
In questo scenario, la distinzione tra “essere biologico” ed “essere spirituale” si assottiglia. Se definiamo la spiritualità come la capacità di percepire l’interconnessione profonda con il tutto e di agire per il bene comune del sistema-vita, allora l’albero è, a tutti gli effetti, uno dei massimi maestri spirituali del pianeta.
Siamo noi, con i nostri 250.000 anni di storia (un battito di ciglia rispetto ai 300 milioni degli alberi), gli “esordienti” che devono ancora imparare l’arte della convivenza e della resilienza.
Se desideri approfondire queste scoperte, libri come La vita segreta degli alberi di Peter Wohlleben offrono una prospettiva documentata e affascinante su come queste creature comunicano e sentono.
L’Albero è un Essere spirituale?
In molte tradizioni antropologiche, religiose e filosofiche, 
l’albero è considerato un essere spirituale o un potente simbolo di connessione con il sacro.
Ecco i principali significati attribuiti all’albero come entità spirituale:
  • Ponte tra i mondi: È spesso visto come l’Axis Mundi (Asse del Mondo) che collega il cielo (divinità), la terra (uomini) e il sottosuolo (inferi/radici). Esempi celebri sono il frassino Yggdrasil nella mitologia norrena e il Bodhi Tree nel buddismo, luogo del risveglio spirituale di Buddha.
  • Sede di spiriti e divinità: In culture animiste e nello Shinto giapponese, singoli alberi secolari sono venerati come dimore di spiriti o divinità chiamati kami. Anche i Celti consideravano gli alberi (come la quercia) antenati viventi dotati di saggezza.
  • Simbolo di immortalità e rigenerazione: Grazie al suo ciclo stagionale, l’albero rappresenta la rinascita e la vita eterna. Nella Bibbia, l’Albero della Vita nell’Eden simboleggia la grazia divina e la conoscenza.
  • Maestro di vita: Filosofi come Simone Weil vedono nell’albero un modello di umiltà e resa: cresce verso il cielo restando radicato a terra, insegnando l’equilibrio tra bisogni materiali e aspirazioni spirituali.
  • Parentele spirituali: Molte comunità indigene considerano gli alberi non come “risorse”, ma come parenti dotati di diritti e di una propria saggezza da condividere con l’umanità.

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Un viaggio che sa da fare..

Un viaggio della libertà che prima o poi dovremo fare Tutti

Quando ti nasce l’inquietudine, quando ti senti nel posto sbagliato e nel momento sbagliato, la vita ti chiede di partire e andare verso te”, cercati…!, per scoprire chi sei, ciò che ancora non sai di te!  “Vai verso di te, non verso qualcun Altro, perché la Vita non ha altro scopo che la realizzazione della tua vita stessa, della tua felicità, dei tuoi sogni”. Viviamo tempi da rifugiati, scappiamo da qualcosa senza vivere, pieni di timori, paure e ansie. Non si puo scappare sempre e nascondersi. La Vita ti chiede ogni giorno di alzarti e camminare! Abbiamo già in Ciascuno di noi la Verità e ciò che ci serve per camminare, per ricominciare a camminare e partire. Viviamo per partire, le soste se sono lunghe sono catene. Il miracolo più bello che assistiamo ogni giorno è vedere che tutto ricomincia, sempre, c’è sempre una parte migliore di noi da risvegliare. Partiamo dai nostri sogni piu belli, sapendo che ‘la meta è partire’!

Ecco perché se siamo fermi, dobbiamo avere il coraggio di alzarci e andare; fai qualcosa, anche se sbaglierai qualcosa, abbi il coraggio di rischiare…e la meraviglia è che, appena fai il primo passo, avvertirari il soffio del vento nelle vele della tua barca. Guarire il corpo e l’anima sono la stessa cosa, perché siamo un impasto di terra e cielo e se guarisci solo una parte senza l’altra…non funziona. Fai in modo che le carezze per Te e per gli Altri oggi inizino sul volto e finiscano al cuore.,

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Le ragioni di una “Vita”

Ho vissuto come un disadattato da sempre, all’Università di Agraria, mi sono rifiutato di accettare e ho sentito fuor di luogo tutte quelle teorie intensive e fondamentalmente depredative, per dire il vero, verso l’ambiente, nei confronti del quale dovremmo essere ospiti rispettosi. Come sfruttare meglio il pianeta, come produrre di piu, come sfruttare anche gli animali, ridotti a carne da macello e basta. Ogni senso naturale di ogni cosa non trovava posto in quella Storia didattica, tutto per il mercato, la produttività, il profitto. Termini che non ho mai digerito, spogliati di ogni senso vitale.

Ho ripiegato per una vita per il sociale per gli “Altri” l’unico modo di potere accettare delle regole di sistema che mi potessero condurre ad un obiettivo: integrare persone che aveveano vissuto serie difficolta di gestione della propria vita che li avveva condotti al carcere, alla dipendenza, nelle maglie della delinquenza organizzata, ecc. Condurli fuori dal guado era un obiettivo che mi ha dato il senso del mio impegno e per sentire qual pane quotidiano meno amaro. Certo oltre ci sarebbero state le stesse domande di sempre che mi hanno accompagnato una vita, quelle domande di fondo erano sempre li, che senso aveva darsi tanto da fare per vivere tutte le nostre prerogative umane e spirituali all’interno di un sistema economico e sociale che guardava e si ispirava fondamentalmente ad altro? 

La “Bellezza” era ed è ciò che da importanza alle cose di questa vita.

Mi ritrovo a 60 anni sempre piu vicino al mio traguardo terreno, con le mie forze  che cedono al tempo ma resta piu forte la mia consapevolezza, accompagnato dalle mie domande di sempre, nel tentativo di avere chiara una qualche risposta da lasciare ai posteri. Ma ne Vale La pena? se oggi poi non riusciamo nenche a garantire la sopravvivenza per tutti immgianiamoci garantire a tutti di poter Essere Felici. 

A servizio di un “POTERE”, quello del profitto, della legge della Giungla, Dove Ognuno è utile, ma fino ad un certo punto, al Sistema. Senza la gente asservita il Sistema odierno crollerebbe. 

Bisogna cambiare Paradigma. Bisogna reinventarci per essere migliori. Un Tema che Lascio ai Posteri. Ma è un tema alquanto urgente. NON CI DORMITE!

Da un post di Vito Mancuso: «Affermando che qui è ora in lui è giunto il regno di Dio, un essere umano compie due dichiarazioni: una rivolta a se stesso, l’altra a questo spazio-tempo. A se stesso dichiara: io non mi appartengo. E allo spazio-tempo e ai poteri dichiara: io non vi appartengo. Un essere umano che fa suo il messaggio di Gesù dichiara di appartenere ad un’altra dimensione dell’essere. Un essere umano che vive oggi la spiritualità di Gesù guarda questo mondo negli occhi e gli ripete quello Gesù disse a Pilato: «Il mio regno non è di questo mondo». Tu, mondo, sei forza, io desidero essere giustizia; tu, mondo, ti basi sul potere, io sulla relazione; tu, mondo, rincorri il piacere, io ricerco l’armonia. Tu, mondo, usi la bellezza per sedurre, io servo la bellezza e me ne nutro perché so che è la luce del mondo più vero al quale appartengo.  Quando un essere umano sperimenta questa diversa appartenenza, per lui o per lei è arrivato il regno di Dio».

E allora? …… non ci resta altro da fare!! Cerchiamo di essere tutti “Vangelo”.

 

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Ma che cosa è una Pianta ?

La Pianta, questa sconosciuta..

Precisiamo che quello che ci insegnano a Scuola sulle piante è solo una minima parte di questo Essere meraviglioso, e precisiamo che la scienza conosce una minima parte di quello che rappresenta il ruolo di questa pianta sul Pianeta. La funzione clorofillana, la trasformazione della CO2 in sostanza organica, il ciclo dell’acqua, e le ultime scoperte parlano di una funzione equilibratriche delle carice eletttriche tra ionosfera e terreno, e molto altro ancora. Ma quello che c’è ancora da scoprire non lo possiamo neanche  immaginare perchè la scienza conosce una parte infinitesimale della conoscenza. Oggi si comincia a scoprire la capacità delle piante di fare delle scelte, si scopre un Essere che ha una sensibilità, e che riesce a risolvere problemi e fare delle scelte. Di certo sappiamo che la pianta ha una evoluzione iniziata 300 milioni di anni fà, invece noi umani siamo comparsi 250.000 anni fa. Ci riteniamo una specie superiore a tutte le altre, in effetti nessuna specie si autodistrugge come stiamo facendo noi e stiamo dimostrando di essere una specie profondamente stupida. Avere fatto tante scoperte non dimostra di  essere superiori  alle altre specie ma che siamo voraci e insaziabili predatori e sfruttatori dei piu deboli. Si è stimata che una specie normalmente si estingue nell’arco temporale di 5 milioni di anni.

Tutto il mondo animale dipende dalle piante, per respirare e per nutrirsi. Distruggere le piante vuole dire Estinguersi. Poco importa se siamo riusciti ad andare sulla luna e su Marte, siamo incapaci applicare soluzioni per la nostra sopravvivenza.  Cominciamo a piantare alberi. Organizziamo delle occasioni per stare insieme e per piantare alberi. Vi suggerisco un sito dove spiega come poter piantare se volete fare da Voi. Altrimenti associati al Circolo “Laudato si” “Uoria” di Montalbano Elicona per dedicarci a piantare Alberi nei Boschi.

https://grazianoalex.wixsite.com/rimboschiamoci

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Il bosco dei Bambini

I bambini sono le persone che crescono preparandosi ad assumersi il compito delle responsabilità sul Pianeta e sull’umanità. I piccoli sono quelli che meglio dei grandi possono comprendere le magie e l’amore del Bosco. Il bosco per essere ascoltato ha bisogno di tenerezza e purezza dell’animo. Si impara dal Bosco imparando a saperlo ascoltare.

E’ stupefacente come i bambini vivono questa esperienza. E’ il mondo in cui sono state ambientate le fiabe a loro raccontate. Scoprono la dimensione degli alberi, i colori, i suoni del vento, delle foglie e degli uccelli. Danno corpo a quella dimensione che le fiabe sanno raccontare, vedere la realtà oltre quella che vediamo. E qui entrano in gioco gli Gnomi, gli spiritelli del Bosco. Si avverte la loro presenza dai suoni quasi inpercettibili, e si sperimenta la sensazione di essere osservati, compresi e accolti.

La visita Bosco diventa una esperienza indimenticabile, quando si cominciano a toccare le foglie. Si raccolgono le foglie, i semi come le ghiande, il muschio, ecc. per fare un erbario. Ma in ogni elemento si fissano i rcordi di questa esperienza. Scoprire la Dimensione del Bosco aiuta a far crescere il Bambino riportando il proprio immaginario a una dimensione piu realistica e concreta. Eì cosi che comincia una Relazione con la Natura da parte dei Bambini.

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Socialità ed Agroecologia

Oggi sono contento, ho un pensiero che mi gira in testa frutto di tante idee, sogni, frammenti di emozioni e desideri, vediamo di riuscire a scriverlo. Un principio dell’Agroecologia è quello che ogni essere vivente ed elemento, è parte itegrante di quel sistema ambientale e naturale da cui ci si origina e per il quale ci adoperiamo per lasciarlo meglio o peggio di quanto lo abbiamo trovato. Il Concetto di condivisione esprime l’assunzione di una serie di comportamenti utili a migliorare cio che a noi è Prossimo,  e di conseguenza influisce sull’intero universo. Noi partecipiamo all’armonia cosmica inconsapevolmente,  per quel principio di “Causa ed Effetto.”. Ma il concetto di Armonia vale, ed anzi ne è l’espressione piu grande, nelle relazioni che ogni elemento ed ogni  essere vivente instaura con tutto ciò che è prossimo. Mi chiedo perchè tra gli umani questo bisogno di relazione con il Prossimo è percepito ma difficile a realizzare. Penso che bisogna invertire un modo di fare.  Si vive per sopravvivere e per essere felici, attraverso una percezione del bisogno di  relazione con la mia prossimità. Si Dà quel poco, come offerto in sacrificio all’altare di un Dio. Ma la condizione del “Dare” invece è la condizione normale e quotidiana che si deve assumere nei nostri comportamenti se si vuole partecipare, consapevolmente, a questa Armonia e percepirne uno stato di felicità  che ne scaturisce. Ecco quindi DARE invece che AVERE. Una rivoluzione interiore sociale per costruire Comunità. Essere disposti a rinunciare al nostro pezzo di mondo per condividerne uno piu grande costruito da Tutto ciò che costituisce la nostra prossimità.

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Abitare la Vita

Si è proprio così, “Abitare la Vita” è cosa non semplice, assecondare la “Vita”, lasciare che la “Vita” ci abiti, potrebbe sembrare la cosa più semplice da fare! Beh.. non è così..! Ci sono di mezzo le nostre abitudini, le nostre convinzioni, i nostri progetti preconfezionati, e quel modo di pensare: “Si è fatto sempre così”, ecc. Abitare la Vita vuol dire anche mettersi a disposizione della “Vita” stessa, senza accettare vincoli indissolubili. Il nostro impegno quotidiano consiste nell’assumere atteggiamenti aperti e accoglienti” verso il nuovo, l’inconsueto, disponibili anche ad un futuro incerto purchè suggestivo, che non puoi conoscere e prevedere, proprio perché esce dai canoni, del “si è fatto sempre così”. E allora il dilemma: Ci vuole più coraggio a resistere e rimanere nell’idea “Si è fatto sempre così” o ad insistere su un utopia, dando vita ai sogni, alle intuizioni, alla speranza, alla ricerca della Bellezza, ecc. Assumiamo sempre più consapevolezza che bisogna imparare dalla Natura, essa si adatta ai cambiamenti: al caldo, al freddo, al vento, alla pioggia, all’aridità, ecc. Ma resta la cosa più bella e più armoniosa da vedere, dove tutto assume il “sapore di casa” il luogo dove stai bene e ti senti al sicuro. Aspettarsi dei risultati che comprovino che sei sulla strada giusta, sarebbe la prova che hai fatto bene ad intraprendere l’intrepido e incerto futuro. No.. è un errore! Il “risultato” a cui bisogna aspirare consiste nel vivere secondo la “dimensione della disposizione” e l’agognato “Futuro” a cui aspiriamo, è già adesso e non è un obiettivo di un futuro prossimo. Sei già giunto dove pensavi di poter arrivare, forse un giorno. Solo gli alberi, gli insetti, le pietre, ecc. ti possono comprendere e accettare. Perchè essi vivono in questo modo, con leggerezza

. E allora? Ci rendiamo conto che siamo sulla stessa lunghezza d’onda, via le sicurezze, peraltro false e illusorie, che ci propinano nel nostro tempo. Ci rendiamo conto di come comprendiamo meglio gli alberi, gli insetti, il vento, e come gli elementi ci appartengono, non nel senso che li possediamo, nel senso che ne facciamo indissolubilmente parte, un giorno saremo foglia, aria, terra, vento, pioggia, insetto, ecc.  Consapevoli di ciò, allora ritorniamo ad ogni elemento del Creato quella dignità che noi umani stupidamente gli abbiamo negato e noi umani diventiamo consapevoli, che tutti siamo sottesi a quella Spiritualità del Creato che tutto muove!

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E se fossimo Eterni

Pensate che trasformazione avverrebbe se ci accorgessimo, un giorno, illuminati da una improvvisa folgorazione, e comprendessimo che siamo eterni, già adesso, in un corpo che deperisce, in una mente, in una volontà, in una parte emotiva in continuo cambiamento, IO SONO ETERNO. Allora avvertiremmo di essere pienamente liberi: non avremo paura nè della vita nè della morte, nè del successo nè dell’insuccesso, nè della bellezza, nè della bruttura. COMINCEREMMO A VIVERE LE COSE CHE VERAMENTE CONTANO. Noi abbiamo un “IO” popolatissimo, come una casa piena di abitanti, che sono le nostre abitudini, I nostri pensieri cangianti, preoccupati di sopravvivere, preoccupati e presi dalla paura della morte.  Eppure Tutto ci parla di un rifluire di vita da un elemento naturale ad un altro. Diventeremo pasto per i vermi e poi terra per gli alberi, aria per l’atmosfera fino ad essere inglobati in qualche altro elemento e chissà per quanto tempo, forse all’infinito. Ma un altro elemento rifluisce nell’universo ed è la nostra “energia” che abbiamo sparsa nell’Universo attraverso i nostri pensieri e le nostre azioni, che ha fatto in modo che L’Universo non fosse come prima. Accorti di questo, avvertiremmo che ogni cosa che facciamo ha un suo peso e una conseguenza nel bene e nel male.

 

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Una Comunità nell’EcoBorgo, per mettere radici al Futuro

Siamo qui nel Borgo antico di Montalbano Elicona a 1000 mt. slm , Silvio e Rosaria da 5 anni, lo abbiamo scelto, abbiamo lasciato la città e ci siamo reinventati, abbiamo creato i presupposti per fondare e sviluppare una Comunità che possa trovare in questo luogo una dimensione più vicina alla nostra umanità e al rapporto con tutti gli Elementi del Creato. 

Viviamo di Agricoltura e trasformiamo le nocciole in creme e tante altre conserve ricavati dai frutti spontanei di questa terra dei Nebrodi, anche il turismo è una fonte di reddito, con la ristorazione e le passeggiate guidate.

E’ un luogo dove la Natura, ancora, detta le sue leggi a dispetto di molti tentativi degli umani di sacrificarla. Da qui si possono mettere radici e pensare ad un futuro sostenibile  e a una nuova Umanità. Contattataci per un periodo di conoscenza.  Date un occhiata al Nostro Sito e per un contatto telefonare a Silvio al tel. 3467654899

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