Le piante Esseri Inferiori? Siamo ciechi verso le piante.
Le piante costituiscono sul Pianeta la Presenza piu importante in termini di peso della biomassa:
- 85,5 % della Biomassa, cioè del peso dei viventi è rappresentata dai vegetali;
- 0,3 % rappresenta il mondo animale, noi umani e gli insetti.
- 1,2 % è costituito dai funghi;
- ed il resto costituito da microrganismi;
Tutto il mondo animale compreso l’uomo dipendono dalla presenza delle piante;
La soppressione delle piante comporterebbe un carico di CO2 tale da innalzare le temperature, l’acqua evaporerebbe e il Pianeta diventerebbe simile al pianeta Marte. Nutriamo molta fiducia nella capacità della tecnologia piu di quella che meriterebbe.
Il fatto che non ci si renda conto di quello che stiamo combinando al pianeta in pochissimo tempo probabilmente è da addebitare ad una disfunzione cognitiva del nostro Cervello, vuol dire un malfunzionamento. Il mondo vegetale ci appare come poco importante, non vediamo le piante come esseri viventi di pari dignità a tutto il resto del mondo biologico essenziale affinché noi possiamo continuare ad esistere. Noi siamo ciechi verso le piante.
Sono rarissime oramai le foreste vergini, e l’Amazzonia e i boschi sono sottoposti all’attività predatoria dell’uomo economico. In questo secolo sono stati tagliati oltre 6 milardi di alberi, e tutto questo sta accadendo nella totale indifferenza di Tutti. La Vita animale dipende dalla vegetazione presente sulla terra, ma quello che sta accadendo sembra tutto normale e indifferente per tutti.
Probabilmente non vediamo le piante perchè sono tantissime e dapertutto. Il nostro cervello ha una scarsa capacità di calcolo e ha difficoltà ad immagazzinare molti dati. Il nostro cervello quando sta in un bosco registra tantissime immagini che poi vengono cancellate perché incontenibili e fissiamo le informazioni che ci aiutano a sopravvivere. Non temiamo le piante, per cui le percepiamo come irrilevanti. La capacità del nostro Cervello di limitare i suoi contenuti ha

rappresentato un vantaggio evolutivo nel passato, oggi invece che siamo la specie che ha messo le mani sulla Natura di tutto il Pianeta potrebbe rappresentare un limite evolutivo. Non ci rendiamo conto di quello che stiamo combinando al Pianeta.
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ed elemento, è parte itegrante di quel sistema ambientale e naturale da cui ci si origina e per il quale ci adoperiamo per lasciarlo meglio o peggio di quanto lo abbiamo trovato. Il Concetto di condivisione esprime l’assunzione di una serie di comportamenti utili a migliorare cio che
a noi è Prossimo, e di conseguenza influisce sull’intero universo. Noi partecipiamo all’armonia cosmica inconsapevolmente, per quel principio di “Causa ed Effetto.”. Ma il concetto di Armonia vale, ed anzi ne è l’espressione piu grande, nelle relazioni che ogni elemento ed ogni essere vivente instaura con tutto ciò che è prossimo. Mi chiedo perchè tra gli umani questo bisogno di relazione con il Prossimo è percepito ma difficile a realizzare. Penso che bisogna invertire un modo di fare. Si vive per sopravvivere e per essere felici, attraverso una percezione del bisogno di relazione con la mia prossimità. Si Dà quel poco, come offerto in sacrificio all’altare di un Dio.
Ma la condizione del “Dare” invece è la condizione normale e quotidiana che si deve assumere nei nostri comportamenti se si vuole partecipare, consapevolmente, a questa Armonia e percepirne uno stato di felicità che ne scaturisce. Ecco quindi DARE invece che AVERE. Una rivoluzione interiore sociale per costruire Comunità. Essere disposti a rinunciare al nostro pezzo di mondo per condividerne uno piu grande costruito da Tutto ciò che costituisce la nostra prossimità.
IO SONO ETERNO. Allora avvertiremmo di essere pienamente liberi: non avremo paura nè della vita nè della morte, nè del successo nè dell’insuccesso, nè della bellezza, nè della bruttura. COMINCEREMMO A VIVERE LE COSE CHE VERAMENTE CONTANO. Noi abbiamo un “IO” popolatissimo, come una casa piena di abitanti, che sono le nostre abitudini, I nostri pensieri cangianti, preoccupati di sopravvivere, preoccupati e presi dalla paura della morte. Eppure Tutto ci parla di un rifluire di vita da un elemento naturale ad un altro. Diventeremo pasto per i vermi e poi terra per gli alberi, aria per l’atmosfera fino ad essere inglobati in qualche altro elemento e chissà per quanto tempo, forse all’infinito. Ma un altro elemento rifluisce nell’universo ed è la nostra “energia” che abbiamo sparsa nell’Universo attraverso i nostri pensieri e le nostre azioni, che ha fatto in modo che L’Universo non fosse come prima. Accorti di questo, avvertiremmo che ogni cosa che facciamo ha un suo peso e una conseguenza nel bene e nel male.