Silvio di Handmade

Il Presepe Vivente a Montalbano

Il Presepe Vivente in Montalbano Elicona giorno 26 – 29 Dicembre e 6 Gennaio 2020

Il Presepe di Montalbano Elicona ha una tradizione Ventennale e viene animato nell’Antico Borgo del quartiere Serro, il più antico di Montalbano, originario del 1200.

Il Presepe ha come messaggio  il tema dell‘ATTESA. 

La quotidianità è fatta di attese, si attende sempre qualcosa e viene accompagnata dalla speranza di potere accogliere un evento che ti possa  cambiare in meglio la vita.  L’esperienza che ti invitiamo a fare con tutta la tua famiglia, l’abbiamo fatta pure noi soci della cooperativa. Sono gesti semplici di quotidianità che servono ad animare un ambiente familiare, affaccendato a fare qualcosa. Ma la notizia che al tempo si era diffusa, come avviene in tutte le piccole comunità tutti sanno tutto di tutti, era quella di una coppia di profughi che aveva trovato una stalla come unico riparo per poter rifugiarsi e …. partorire, in mezzo ad una mucca, un asino e delle pecore,  accolta dai pastori, ritenuti al tempo la feccia dell’umanità.

Le grandi storie, nascono talvolta così, spesso ci sono grandi figure che hanno cambiato la storia, e provengono spesso da ciò che si pensa impensabile, da storie umili e spesso paradossali, come la storia di un Dio che nasce in una stalla, mica in palazzo reale, come noi immagineremmo consono al suo status, invece è attorniato dai pastori e dalla gente semplice affaccendata a vivere il proprio quotidiano quasi nella  indifferenza. Eppure, nasce con quel bambino, una novità così grande da cambiare la vita a tanta gente, per il resto del tempo dell’esistenza dell’umanità.

Questa occasione del Presepe vivente a Montalbano ti offre la possibilità di sperimentare l‘Attesa e questo paradosso, per imparare, per riflettere, per avere una occasione unica di poter partecipare ad un evento che ha cambiato l’umanità. Anche questa è un occasione di riflessione degli atteggiamenti che assumiamo per ogni attesa che ci capita nella vita. Ti invitiamo a vivere la stessa esperienza con tutta la tua famiglia anche con i tuoi piccoli. Non dimenticheranno mai tale esperienza  carica di suggestioni ed emozioni. 

Per informazioni e per poter partecipare e organizzare la tua permanenza telefona a Rosaria tel. 3467654897, oppure tramite email: handmademontalbanoelicona@gmail.com

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L’Argimusco, mèta in ogni Tempo, alla ricerca dell’Infinito.

Un luogo magico, sacro in ogni tempo, posto in un altura tra i Nebrodi, esposto soprattutto ai venti, ci offre la Bellezza!

Le passeggiate che vi proponiamo sono un percorso lungo l’Argimusco, fatte di poche parole e soprattutto di silenzio. Per chi lo vuole è un viaggio dentro se stessi. Le passeggiate che vi proponiamo non vogliono annunciare alcuna Verità. Nessuno ha delle verità assolute e definitive, ognuno di noi è espressione di un pezzo di verità, ma  mettendo insieme frammenti di verità, e’ così che troveremo una verità più alta.

L’Argimusco ha rappresentato per i popoli di 3-5000 anni fa il luogo della ricerca del mistero che aleggiava attorno ad ogni momento della vita. Durante periodi significativi di passaggio tra una stagione all’altra i popoli raggiungevano questi luoghi ritenuti sacri, per sentirsi svelare frammenti di qualche segreto sulla Vita, e per  celebrare la Natura e i suoi misteri.  

Proveremo a fare un percorso anche dentro di noi, ciascuno per suo conto, ripercorrendo i sentieri che portano ai Megaliti. Proveremo a farvi percepire la magia di questi luoghi attraverso il silenzio e lo sguardo.  Da ogni altura nella vita lo sguardo corre al nostro tempo, viviamo in un periodo di transizione, simile al periodo Medievale,  si avverte una stanchezza delle cosa che ci vengono dette da questo mondo e ci chiudiamo sempre di più. Viviamo in un epoca di  stanchezza.

Le Isole Eolie vista dall’Argimusco

 Siamo stanchi perchè abbiamo smesso di camminare, preferiamo chiuderci in un luogo riparato e attendere tempi migliori. Ma camminare alla ricerca dell’armonia e della pace è essenziale ne abbiamo bisogno come l’acqua ancorati al desiderio di un Amore che ci  spinga in un  “Cammino”. L’amore è lo strumento più vero per trovare  la pace e il senso della nostra vita.

La vita vera ricomincia sempre da ciò che viene scartato. Abbracciare le diversità, il maschile e il femminile, il nero e il bianco, il basso e l’alto ci porta ad uno stato di armonia.

Il vento presente particolarmente in inverno sui Nebrodi  mi turba ed è sempre fastidioso perchè porta dentro il suo andare le mille voci di una natura sofferente. Un vento che apre anche ferite, ma anche il Vento ha una azione positiva, ripulisce e predispone la natura per una nuova vita.

Le ferite sono sempre fondamentali perchè sono occasione di poter riabbracciare l’armonia, e ritrovare il nostro posto nella Vita dell’Universo. Al di la di ogni cosa giusta e sbagliata ci reincontremo in un luogo sacro, al di la di noi, dove tutto ritrova il suo senso, affermava un monaco Sufi.

Vi accompagneremo  sull’Argimusco semplicemente per darvi occasione di guardare. E guardare è una via di accesso alla realtà, il guardare non vuol dire metterci troppa testa. Vuol dire aprire gli occhi e guardare.  Imparare ad ascoltare: la disattenzione è il peggiore di tutti i mali.  Sapersi ascoltare, è qualcosa che spesso non sappiamo fare più. Le scoperte più belle sono avvenute quando lo scopritore è distratto, con la mente libera, e poco concentrato su una cosa.  

La Dea Orante – Sull’Argimusco

Diceva qualcuno: “Imparerai di più dentro i boschi che dentro i libri”.  Il silenzio è lo strumento per leggere la natura e per sentirsi compresi. E se hai dei dubbi potrai sempre chiederlo agli alberi.

Non si hanno soluzioni da dare durante le nostre passeggiate. Non abbiamo Verità da annunciare migliori di tutte le altre o conversioni da proporre ad un Credo.  Vogliamo ricordare che è utile sapersi ascoltare semplicemente, guardare, alzarsi e sapersi rialzare, sono gli strumenti che ciascuno già possiede e questo basta.

Non porre attenzione è come mantenere una ferita sempre aperta, non volere guardare, non volere aprirsi alla vita.

Tornare umani è mantenere la sensibilità, in questo Tempo, è la cosa più essenziale, riscoprire l’amore nel nostro cammino è quello che più conta. L’amore serve per impastare ogni “scarto”, l’unica forza che ricrea nuova vita e bellezza e la lancia in avanti per ottenere nuova vita ancora.

“Non si può fermare il vento, possiamo solo fargli perdere tempo”, cantava de Andrè,  la vita è come il vento e spesso freniamo la vita e ci si ammala. La vita deve scorrere,  siamo noi che non abbiamo il coraggio di rinnovarci e lasciare che la vita scorra e gli facciamo solo perdere tempo.  Un cammino, ogni esperienza,  è fatto da una fine e da un nuovo inizio. 

L’amore…!! Fattelo bastare! L’amore non è perfetto, ma se sei davanti ad un albero, l’amore, fattelo bastare.  

La nostra natura è sempre quella della ricerca dell’infinito e l’amore è quella forza che ci fa tendere sempre all’infinito. Cerca la luce, la luce è da tutte le parti anche nelle ombre.  Ed è in uno sguardo che si intravvede l’infinito. Cit.

https://goo.gl/maps/iavJoKDJSFfYUteYA

Dì a te stesso: “Abbi cura di me”, cosi come si dice nella canzone di Cristicchi.

Per informazioni e per poter partecipare e organizzare la tua permanenza telefona a Rosaria tel. 3467654897, oppure tramite email: handmademontalbanoelicona@gmail.com

 

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Eppure potrebbe essere semplice

Non si pensa, spesso, che a volte, i problemi c’è li creiamo, ce li prepariamo e li consumiamo come se fosse la nostra realtà ed il nostro destino che ci aspettava. Ma in fondo siamo stati noi stessi a determinare  il nostro destino; 

Non servono molte parole, per spiegare quello voglio intendere. Si tratta di avere il coraggio di fare quello che nel nostro profondo avvertiamo come la cosa giusta da fare. La  differenza consiste nel fare quello che gli altri spesso non si aspettano. 

Le isole Eolie. Una vista da Montalbano Elicona
Le Isole Eolie vista dall’Argimusco

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Occorre ritrovare la Voglia……

Ritrovare la voglia di ogni cosa che si fa, dà senso alle cose che si fanno, le piccole e le grandi cosa trovano un diverso significato e si vive meglio il domani. Montalbano Elicona come tutti i paesini di montagna, vivono una sensazione di smarrimento, di ritrovarsi fuori dal circuito della “Vita” che di solito si pensa che esista solo nelle grandi città, insomma fuori dallo stereotipo di un certo modo di vivere. “Illusione”!! Penso che non sia affatto così, nelle città ci potranno essere più sollecitazione con cui potersi distrarre, ma la città non risparmia nessuno di certo, la città non risparmia di un senso di apatia e di smarrimento che è ancora più forte di quello che si vive tra queste montagne dove ancora la natura ci ricorda che esiste nel Creato la “Bellezza”, “quella Bellezza che salverà il Mondo”. E’ certo un fatto: Si fa più fatica a pensare male, ritenendo di proteggersi, invece che dare fiducia alla vita stessa. Alla fine si ha più paura delle conseguenze della nostra stessa paura. Si rimane Soli…! ed è il risultato.

Molti si affidano al “potere”, a quello politico, economico, allo status sociale, taluni, sciagurati!, a quello mafioso, non vale niente..  La vita è più grande, della nostra piccolezza, La Bellezza alla fine supera ogni dolore, Lo si chiama Dio, Vita, o altro.., abbiamo bisogno di riconnetterci a qualcosa di piu grande della nostra piccolezza. Ritrovarsi allora vuol dire ritrovare le cose che contano e che sono le piu semplici, un sorriso, una carezza, un sorso d’acqua ad una sorgente, uno sguardo al tramonto o ad un alba. Vivere allora comporta semplicemente: ritrovare la voglia di “Vivere”.

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“Ospiti” molto graditi

Ottimo Pranzo domenicale presso il “Ritrovo dei Re” di Handmade Montalbano Elicona.

-Salumi e formaggi locali con salsa al finocchietto selvatico in agrodolce e pane tipico di Montalbano
-Pasta fatta in casa al ragu’
-Zuppa di fagioli
-Scaloppine ripiene al peperone e cipolla rossa
-Macedonia di frutta fresca
-Mousse di nocciole di Montalbano

tutto accompagnato da un ottimo Cottanera di Randazzo (Ct) e rigorosamente Acqua Fontalba di Montalbano

Ringraziamenti speciali allo Chef Silvio , Sous-Chef Katia ed alla Maitre di Sala Rosaria

Una bella recensione anche se di parte!! Ma siccome, conoscendoli, sono molto severi nei giudizi, apprezziamo e ringraziamo da tutti dello staff Handmade

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L’ARGIMUSCO

L’ARGIMUSCO…”Un luogo dove il Cielo e la Terra s’incontrano”.
Adatto per (escursionisti, turisti, Università della terza età, ..)
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SENSO DELL’ITINERARIO: Ci troviamo all’ingresso, in contrada Argimusco, del Bosco di Malabotta. Uno dei boschi pù antichi della Sicilia ed istituito come Riserva Naturale Orientata nel 1997.  A Sud l’Etna sembra vigilare sul luogo con la sua imponenza e i suoi fianchi solcati da colate recenti. Qui sorgono dei megaliti che gli studiosi hanno esaminato dando infinite risposte. Rocce di un’area sacra destinata alla Grande Madre Terra oppure per placare le ire del vulcano e sapientemente modellate da antiche civiltà? Un affascinante “gioco” della Natura ? Molti interrogativi ma solo negli ultimi anni studi più accurati hanno definito il luogo come la “Stonehenge della Sicilia” . Le rocce sono state modellate, intagliate, issati da abili artigiani della pietra, intorno al 1310, per creare un vero e proprio osservatorio astronomico sotto l’attenta la direzione del grande medico, filosofo, alchimista e scrittore, Arnaldo da Villanova, che operò alla corte di Federico III re di Sicilia..
PARTENZA: Da Montalbano Elicona. Distanza: 7,4 km In Auto: 14 minuti A piedi : 1 h,44m 
Potete contattare:
 Autore: Antonio Barrasso

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“Pantano Ilice”

E’ uno dei sentieri dell’Etna sul versante orientale, sopra il paese di Milo, una altitudine di 937 s.l.m..

L’Ilice di Carrinu (o Ilice dû Pantanu) è un albero di leccio (Quercus ilex), ubicato ad un’altezza di 937 m s.l.m. nelParco dell’Etna (Zona B) (CT) su suolo vulcanico e contornato da un noccioleto. È sicuramente il leccio più vetusto dell’Etna: l’età stimata è di oltre 700 anni.
Nel 1982 il Corpo forestale dello Stato lo ha inserito nel patrimonio italiano dei monumenti verdi, forte di 22.000 alberi di notevole interesse, ed evidenziato tra i soli 150 di eccezionale valore storico o monumentale.

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E’ “Sentiero natura” tra i piu facili, adatto per i bambini  e le famiglie e gruppi di escursionisti che non vogliono faticare troppo.

SENSO DELL’ITINERARIO: Si raggiunge da una mulattiera il cui ingresso si trova a 100 metri dalla stradella della forestale del sentiero. Nel percorso si incontra un paesaggio tipico della vegetazione dell’Etna e da una vegetazione agraria residuale di una agricoltura che un tempo si spingeva a queste altitudini. Per lo più caratterizzati da frutteti Mele gelate, Cola, e mele deliziose, ecc. pere, gelsi, e castagni. Tra la vegetazione spontanea riscontriamo la ginestra dei carbonai (spartium Jungeum), La ginestrail ginetrisno (genista spp.), la ginestra dell’Etna, e poi la rosa canina, rovi, Euphorbia,  tra la vegetazione arborea troviamo l’Ilice una quercia  sempreverde (quercus Ilex), la quercia caducifoglia la “Roverella” (Quercus pubescens), castagni, ecc. Il paesaggio si espande a ovest i crateri centrali , ancora fumanti, a est sul mare fino dall’abitato e alla costa con un panorama stupendo da Siracusa a Taormina, alla costa calabra. La passeggiata costeggia una antica casa di campagna tipica costruzione delle case contadine,L'Antica casa rurale con annessa la cantina risalente del secolo scorso, che si articola in tre ambienti, un riparo per gli animali annesso alla casa, un vano dove c’è un forno e la cucina ed pagliericcio per dormire posto su un piano rialzato costruito in legno. Annessa, ancora, c’è la cantina,segno che anche a questa altitudine si faceva il vino. Possiamo notare  ancora la tipica composizione dei manufatti: la vasca del “pesto” dove si schiacciava l’uva di solito con i piedi nudi, la vasca di fermentazione, posta piu in basso, e la vasca di raccoltà del mosto fermentato, una vasca più piccola “il Tino” da dove il mosto veniva trasferito nelle botti di legno.

PARTENZA DA: borgo di Caselle, nel Comune di Milo. Con la macchina si percorre lo sterrato per circa 1000 metri, fino ad arrivare ad una strada della forestale lastricata in pietra lavica. Si posteggia l’auto in uno slargo vicino.

Tempo di Percorrenza: Quota di partenza: Borgo Caselle 800 m s.l.m., Dislivello: 80 m., Lunghezza del percorso: 1,6 km, Tempo di percorrenza: 1 ora a piedi.

Difficoltà: facile

Dislivello: 80 metri

LUOGHI/SITI ED EVENTUALI EVENTI DELL’ITINERARIO:

1 Quota di partenza: Borgo Caselle (Comune di Milo) 800 m s.l.m.  si giunge con l’auto,  Dislivello: 80 m._tappa :alla strada lastricata della forestale, di può posteggiare.

2 Si percorre per circa 150 metri il lastricato lavico – e lo si lascia al primo sterrato a sinistra – tappa lo sterrato a 50 metri  si biforca e si prende a destra.

3 si percorre per circa 800 metri e si incontra sulla sinistra un’antica casetta rurale _tappa.

4 Si continua fino ad incontrare sulla destra una recinzione della forestale, siamo quasi vicini, si scende lo sterrato ripido e sconnesso per altri 100 metri e a destra si intravvede un sentiero. Si prende il sentiero e si sale Tappa.

5 si sale per circa 350 metri Tappa: fino ad incontrare l’Albero di Carrinu”, è la quercia che stiamo cercando, grande maestosa, bellissima.

Silvio Scuto

 

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La mission Sociale della HandMade

La   cooperativa agricola HandMade persegue un obiettivo sociale finalizzato al bene comune, dando lavoro e dignità ai propri soci, ma anche opportunità per tutta la Comunità dove opera.

Una parola grossa, che non è neanche tanto di moda, anzi suscita qualche diffidenza. Non è facile credere che possano esistere persone che dedichino del proprio tempo, energie, risorse, ecc. alla propria comunità. La cooperativa Handmade è costituita da un gruppo di persone che hanno deciso di unire le singole forze di Ciascuno socio, attraverso lo sforzo comune di superare le proprie differenze cogliendo tutto ciò che unisce di valore del gruppo. Nella considerazione che, il risultato finale prodotto dal gruppo sia più rilevante (per ampiezza, qualità, complessità, innovazione, valore) della somma dei singoli contributi che ciascun partecipante potrebbe produrre da solo.

Nel rispetto di ogni personalità, alcune persone, di norma le più estroverse, lavorano meglio in gruppo. Altre, più introverse (e spesso più capaci di offrire contributi originali), lavorano meglio da sole, e in gruppo rischiano di dare contributi limitati. Massimizzare i vantaggi di entrambe le modalità, alternando momenti collegiali e momenti individuali. 

Eppure, anche chi lavora meglio da solo difficilmente può ottenere risultati importanti nel più totale isolamento, e rifiutando permanentemente ogni confronto con la comunità professionale, il contesto sociale, il mercato, il pubblico, la critica… e senza mentori e maestri, senza allievi, senza criteri di qualità condivisi. Quindi, in realtà, anche chi lavora sempre da solo ha attorno a sé un sacco di presenze con cui deve imparare a dialogare.

Ci sono lavori che strutturalmente possono essere fatti solo da più individui. In questi casi parliamo, più che di un gruppo, di una squadra: un insieme di persone, ciascuna delle quali ha un ruolo preciso, fondato su competenze specifiche e integrato con tutti gli altri. 

Quello che ne verrà fuori sarà la dimostrazione che nella condivisione di intenti, nella partecipazione di Tutti, nascerà una umanità nuova, espressione di questa capacità di lavorare insieme.

Ed è quando si assumerà tale consapevolezza che si scoprirà di avere una nuova identità creativa e creatrice, all’interno della cooperativa e  verso tutta la Comunità.  E lo disse “Qualcuno” circa 2000 anni fa…!!

 

Anche altre attività sono promosse, sostenute e incentivate dalla Handmade, come quelle delle lezioni di chitarra gratuite ai bambini, un modo per condividere saperi che possono portare alla comunità un contributo di crescita, ma anche un modo di tramandare un sapere oltre il nostro tempo di permanenza in questa terra, dovere di Ciascuno come cristiani e come Persone che si sentono parte di una comunità.

Con lo stesso spirito abbiamo incentivato anche il rilancio di attività artigianali come la costruzione di cestini  realizzati con le tecniche antiche, utilizzando il materiale che la natura offre. Il salice bianco che cresce spontaneo in luoghi umidi oppure i con i virgulti degli olivi selvatici o con i piccoli getti dell’Olmo.

Anche i piccoli sgabelli realizzati con i furrizzi (ferula), realizzati con la Ferula una pianta che cresce spontanea in queste montagne nebroidee.

Un sapere che rischia di essere perduto e che invece la cooperativa vuole tramandare attraverso artigiani lungimiranti e generosi, artigiani desiderosi di trasmettere questa arte ai giovani anche per poterne fare un lavoro di artigiano.  

Ci vuole uno spirito nuovo da parte di Tutti per poter credere ad un futuro migliore.  La cooperativa si impegna a promuovere e diffondere i saperi antichi.

Allo stesso Modo artigiane aderenti alla nostra cooperativa offrono ai turisti, ma anche ai giovani dei Nebrodi, la possibilità di imparare a “fare”, e abbiamo istituito dei corsi come una scuola di cucito di abiti medievali, o anche la scuola di ceramica.

L’esperienza delle artigiane della Handmade vanta una lunga esperienza, che ha consentito di potere realizzare una mostra di arte medievale che possiamo trovare al “Medio Expo” in Montalbano Elicona nei pressi di Palazzo Todaro. Un luogo dove le sapienti mani di Katia Foti e di suo marito Vincenzo Scaffidi, hanno consentito di potere realizzare una raccolta di pezzi unici  che raccontano le storia, i costumi ed anche un fare di un tempo risalente al periodo medievale.

E allora troviamo oltre i 100 costumi medievali utilizzati per la grande sfilata  medievale “Il Corteo Storico”  che si tiene a metà agosto di ogni anno in Montalbano Elicona.

Troviamo i colori naturali estratti dalle piante spontanee del territorio dei Nebrodi e cosi come venivano realizzati,  troviamo attrezzi per la filatura, attrezzi di laboratorio per la lavorazione delle pelli e delle armature, ecc. e tanto altro ancora …

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Corso sulle Piante Mangerecce a Montalbano Elicona

Ognuno di noi è desideroso di conoscere le piante Mangerecce nel Territorio di Montalbano Elicona (Me), di conoscerne le proprietà e le loro ricette in Cucina.

Partecipiamo volentieri al Corso promosso da Alice Pantano e condotto dal Dott. Fabio Luchino, esperto sulle piante eduli e componente attivo della’Associazione delle piante Siciliane spontanee:

Il Corso si terrà presso i locali di Via Principe Umberto n. 13 presso l’AgriRistoArte “Il Ritrovo dei Re” in Montalbano Elicona Sabato 14 aprile 2018 alle ore 16.00 e Domenica.

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L’Amanita caesarea,

volgarmente conosciuta come ovolo buono, è uno dei più apprezzati e ricercati funghi commestibili, da molti consumato anche crudo con insalata. Al contrario di molte specie fungine che necessitano di umidità elevata, questa specie predilige un clima secco.
La sua prelibatezza indusse gli antichi Romani a definirlo “Cibo degli Dei” ed a tutelare i boschi in cui si riproduceva. Lo possiamo trovare nell’areale del Nocciolo.

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