Silvio di Handmade

La Comunità di domani: un’etica dell’abitare per generare il domani

1. Il paradosso professato oggi, consiste: “Noi” contro “Loro”

Storicamente, l’aggregazione umana è nata per necessità di sopravvivenza. Il “patto di sangue” o di valori crea coesione interna, ma per definire chi siamo, l’essere umano ha quasi sempre avuto bisogno di definire chi non siamo. 

  • Il limite del modello attuale: Finché l’identità si basa sull’esclusione (il mio gruppo è superiore al tuo), il conflitto è inevitabile. La “prerogativa” di una comunità diventa la negazione del diritto dell’altra.
  • La sfida: Passare da un’identità “esclusiva” a un’identità “inclusiva”, dove la diversità non è minaccia ma risorsa sistemica. 

2. Oltre lo scontro, esiste un altro modo?

La storia sembra dirci di no, ma l’evoluzione umana suggerisce il contrario. Siamo passati dal clan alla tribù, dalla città-stato alla nazione, e ora (faticosamente) verso organismi sovranazionali. 

  • Il superamento del conflitto: Non si tratta di eliminare il conflitto (che è intrinseco alla diversità), ma di istituzionalizzarlo. La politica e il diritto nascono proprio per sostituire il sangue con la parola e il compromesso.
  • La priorità del “Senso Comune”: Il buon senso che oggi appare negato può essere recuperato solo mettendo al centro la biologia comune. Di fronte a sfide globali (clima, pandemie, risorse limitate), l’umanità deve riconoscersi come un’unica comunità di destino. 

3. L’essenza e il significato del nostro esistere:

Se il risultato attuale è la distruzione, la ridefinizione delle priorità deve passare per:

  • L’Umanesimo Integrale: Rimettere la persona al centro, non come individuo isolato, ma come nodo di una rete di relazioni. Il significato dell’esistere non risiede nell’accumulo o nel dominio, ma nella cura del legame.
  • Dalla competizione alla cooperazione: Le neuroscienze e l’antropologia moderna dimostrano che l’uomo non è solo “lupo per l’altro uomo”, ma è l’animale più cooperativo del pianeta. È questa la caratteristica che ci ha permesso di dominare l’ambiente, ed è la stessa che oggi dobbiamo usare per non distruggerlo. 

4. Prospettive per le generazioni future, per costruire un futuro diverso, occorre agire su diversi livelli:

  1. Livello Micro (Comunità locali): Praticare la “convivenza delle differenze” nel quotidiano. Le piccole comunità sono laboratori di democrazia dove si impara a gestire il conflitto senza violenza.
  2. Livello Educativo: Insegnare la “grammatica dell’alterità”. La scuola deve formare cittadini del mondo, capaci di sentirsi a casa in culture diverse dalla propria.
  3. Livello Macro (Politiche nazionali): È necessario un passaggio dalla sovranità assoluta alla sovranità condivisa. Le nazioni devono accettare limiti al proprio potere in nome di un bene superiore globale (Pace, Ecologia, Diritti Umani). 

Conclusione

Il mondo non “deve andare come è andato sempre”. La storia non è un binario morto, ma un processo aperto. La negazione del buon senso a cui assistiamo è il segnale di un modello vecchio (quello dello Stato-Nazione ottocentesco e bellicoso) che sta morendo, mentre il nuovo non è ancora nato.
La modalità da immaginare è quella della “Cittadinanza Terrestre”: non annullare le proprie radici e i propri usi, ma riconoscerli come una delle tante sfumature di un unico prisma umano. Solo chi è sicuro della propria identità non ha paura dell’incontro.

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L’Albero, un Essere Spirituale

Gli ultimi studi colgono il cuore di una rivoluzione scientifica e filosofica attualmente in corso: il passaggio dalla visione della pianta come “oggetto passivo” a quella di essere intelligente e senziente
Alcuni punti fondamentali che la moderna neurobiologia vegetale (portata avanti da studiosi come Stefano Mancuso) sta confermando:
1. Intelligenza distribuita vs Centralizzata:
Mentre noi umani abbiamo puntato tutto su un “centro di comando” (il cervello), una strategia rischiosa perché se il cervello muore, l’individuo muore, l’albero ha scelto la decantralizzazione. In ogni cellula e specialmente negli apici radicali (le punte delle radici), l’albero elabora dati, percepisce gravità, umidità, gradienti chimici e segnali elettrici. È un’intelligenza a rete, simile a internet: se ne tagli un pezzo, il resto continua a funzionare e a decidere;
2. Il movimento invisibile:
Hai ragione: l’immobilità dell’albero è solo apparente. Le piante si muovono nel tempo e nello spazio attraverso la crescita e la plasticità fenotipica. Se un pericolo arriva, non potendo scappare, l’albero mette in atto una risposta chimica sofisticata: può produrre tossine per avvelenare un parassita o emettere molecole volatili per avvertire gli alberi vicini del pericolo imminente.
3. Cooperazione e il “Wood Wide Web”
La scienza ha confermato che sotto i nostri piedi esiste una rete sociale incredibile. Attraverso le micorrize (funghi simbionti), gli alberi creano una vera e propria rete neurale sotterranea, il Wood Wide Web, attraverso cui scambiano nutrienti, carbonio e informazioni. Gli “alberi madre” arrivano persino a nutrire i piccoli nati all’ombra, che altrimenti non sopravvivrebbero
4. Il fine armonico e la presunzione umana
Negli ultimi decenni si è iniziato a studiare le piante per ciò che sono e non per ciò che ci servono. Mentre l’animale consuma, l’albero trasforma l’energia solare in vita, mantenendo l’equilibrio atmosferico. Questo “status armonico” di cui parli non è solo poetico, è una necessità biologica: l’albero sa che la sua sopravvivenza dipende dalla salute dell’intero ecosistema
Una nuova spiritualità scientifica?
In questo scenario, la distinzione tra “essere biologico” ed “essere spirituale” si assottiglia. Se definiamo la spiritualità come la capacità di percepire l’interconnessione profonda con il tutto e di agire per il bene comune del sistema-vita, allora l’albero è, a tutti gli effetti, uno dei massimi maestri spirituali del pianeta.
Siamo noi, con i nostri 250.000 anni di storia (un battito di ciglia rispetto ai 300 milioni degli alberi), gli “esordienti” che devono ancora imparare l’arte della convivenza e della resilienza.
Se desideri approfondire queste scoperte, libri come La vita segreta degli alberi di Peter Wohlleben offrono una prospettiva documentata e affascinante su come queste creature comunicano e sentono.
L’Albero è un Essere spirituale?
In molte tradizioni antropologiche, religiose e filosofiche, 
l’albero è considerato un essere spirituale o un potente simbolo di connessione con il sacro.
Ecco i principali significati attribuiti all’albero come entità spirituale:
  • Ponte tra i mondi: È spesso visto come l’Axis Mundi (Asse del Mondo) che collega il cielo (divinità), la terra (uomini) e il sottosuolo (inferi/radici). Esempi celebri sono il frassino Yggdrasil nella mitologia norrena e il Bodhi Tree nel buddismo, luogo del risveglio spirituale di Buddha.
  • Sede di spiriti e divinità: In culture animiste e nello Shinto giapponese, singoli alberi secolari sono venerati come dimore di spiriti o divinità chiamati kami. Anche i Celti consideravano gli alberi (come la quercia) antenati viventi dotati di saggezza.
  • Simbolo di immortalità e rigenerazione: Grazie al suo ciclo stagionale, l’albero rappresenta la rinascita e la vita eterna. Nella Bibbia, l’Albero della Vita nell’Eden simboleggia la grazia divina e la conoscenza.
  • Maestro di vita: Filosofi come Simone Weil vedono nell’albero un modello di umiltà e resa: cresce verso il cielo restando radicato a terra, insegnando l’equilibrio tra bisogni materiali e aspirazioni spirituali.
  • Parentele spirituali: Molte comunità indigene considerano gli alberi non come “risorse”, ma come parenti dotati di diritti e di una propria saggezza da condividere con l’umanità.

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Un viaggio che sa da fare..

Un viaggio della libertà che prima o poi dovremo fare Tutti

Quando ti nasce l’inquietudine, quando ti senti nel posto sbagliato e nel momento sbagliato, la vita ti chiede di partire e andare verso te”, cercati…!, per scoprire chi sei, ciò che ancora non sai di te!  “Vai verso di te, non verso qualcun Altro, perché la Vita non ha altro scopo che la realizzazione della tua vita stessa, della tua felicità, dei tuoi sogni”. Viviamo tempi da rifugiati, scappiamo da qualcosa senza vivere, pieni di timori, paure e ansie. Non si puo scappare sempre e nascondersi. La Vita ti chiede ogni giorno di alzarti e camminare! Abbiamo già in Ciascuno di noi la Verità e ciò che ci serve per camminare, per ricominciare a camminare e partire. Viviamo per partire, le soste se sono lunghe sono catene. Il miracolo più bello che assistiamo ogni giorno è vedere che tutto ricomincia, sempre, c’è sempre una parte migliore di noi da risvegliare. Partiamo dai nostri sogni piu belli, sapendo che ‘la meta è partire’!

Ecco perché se siamo fermi, dobbiamo avere il coraggio di alzarci e andare; fai qualcosa, anche se sbaglierai qualcosa, abbi il coraggio di rischiare…e la meraviglia è che, appena fai il primo passo, avvertirari il soffio del vento nelle vele della tua barca. Guarire il corpo e l’anima sono la stessa cosa, perché siamo un impasto di terra e cielo e se guarisci solo una parte senza l’altra…non funziona. Fai in modo che le carezze per Te e per gli Altri oggi inizino sul volto e finiscano al cuore.,

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Prossimi Eventi

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La Cooperativa di Comunità

Cittadini dei nostri amati borghi,

La “Cooperativa di Comunità” è uno strumento di sviluppo per le piccole comunità ed è lieta di rivolgersi a voi con una proposta speciale, nata dal desiderio di valorizzare e sostenere le radici profonde delle nostre piccole comunità.

In un momento in cui molti dei nostri borghi si trovano a fronteggiare sfide di spopolamento, crediamo fermamente che il cuore di ogni comunità sia la sua gente: e cioè, Tutti Voi. Per questo motivo, abbiamo deciso di rafforzare il nostro impegno nel promuovere iniziative che favoriscano la vitalità, il rispetto e la crescita dei nostri territori.

La cooperativa di Comunità può spaziare in tutti gli ambiti della vita di una comunità e si propone di:

  • Supportare progetti di riqualificazione e valorizzazione del patrimonio locale;
  • Promuovere iniziative di turismo sostenibile e cultura locale;
  • Favorire attività economiche e artigianali tipiche del territorio;
  • Creare reti di collaborazione tra cittadini, imprese e istituzioni;
  • Offrire servizi di assistenza e supporto alla vita quotidiana.

Vi invitiamo a essere parte attiva di questo percorso, contribuendo con le vostre idee, il vostro entusiasmo e la vostra volontà di fare comunità. La forza dei nostri borghi risiede nella passione e nella solidarietà di tutti voi.

Per maggiori informazioni, incontri e iniziative, visitate la pagina presso il sito internet www.handmademontalbano.com o contattateci direttamente. Insieme, possiamo ridare vita alle nostre terre, rendendole non solo luoghi di passaggio, ma veri e propri centri di comunità viventi e resilienti.

Con affetto e determinazione,

Silvio Scuto Tel. 3467654899, promotore  di Cooperativa di Comunità Montalbano Elicona 29/04/2025  

Una cooperativa di comunità offre numerose opportunità sia per i membri della comunità che per l’intera collettività. Ecco alcune delle principali opportunità:

1. Sostenibilità economica e sociale: Favorisce lo sviluppo di attività economiche locali, creando posti di lavoro e sostenendo il tessuto sociale della comunità.

2. Inclusione e partecipazione: Promuove la partecipazione attiva dei cittadini, favorendo l’inclusione di gruppi svantaggiati e rafforzando il senso di appartenenza.

3. Valorizzazione delle risorse locali: Sfrutta e promuove le risorse del territorio, come prodotti, tradizioni, competenze e capacità imprenditoriali locali.

4. Autogestione e democrazia: Basata su principi di mutualità e democrazia, permette ai soci di partecipare alle decisioni e alla gestione della cooperativa.

5. Risposta a bisogni specifici: Può offrire servizi e prodotti mirati alle esigenze della comunità, come assistenza sociale, servizi educativi, di cura o di sostenibilità ambientale.

6. Innovazione sociale: Favorisce soluzioni innovative per problemi sociali, ambientali o economici, contribuendo allo sviluppo di modelli sostenibili e resilienti.

7. Educazione e sensibilizzazione: Promuove la cultura della cooperazione, del consumo responsabile e della sostenibilità tra i cittadini.

8. Resilienza e autonomia: Rafforza la capacità della comunità di autogestirsi, riducendo la dipendenza da risorse esterne e promuovendo l’autonomia locale.

In sintesi, una cooperativa di comunità rappresenta uno strumento potente per lo sviluppo sostenibile, l’inclusione sociale e il rafforzamento del tessuto territoriale, contribuendo alla creazione di un ambiente più equo, partecipativo e resiliente.

Certo! Ecco un elenco di 20 esempi di progetti che una cooperativa di comunità può sviluppare in un borgo in via di spopolamento:

  1. Agricoltura biologica e orticoltura – Creare un orto comunitario e coltivazioni biologiche per sostenere l’autosufficienza e promuovere il turismo sostenibile.
  2. Ristrutturazione e riuso di immobili storici – Restauro di case e edifici antichi per riqualificare il borgo e attirare visitatori.
  3. Agriturismo e ospitalità locale – Attivare servizi di accoglienza e ristorazione basati sui prodotti locali.
  4. Laboratori di artigianato e tradizioni locali – Promuovere attività artigianali come ceramica, tessitura o lavorazione del legno.
  5. Progetti di turismo rurale – Organizzare escursioni, camminate e visite guidate alle bellezze naturali e culturali del territorio.
  6. Eventi culturali e festival – Creare manifestazioni per valorizzare le tradizioni e attrarre visitatori.
  7. Servizi di assistenza e supporto alla terza età – Offrire servizi di accompagnamento, assistenza domiciliare e socializzazione.
  8. Centri di aggregazione e coworking – Spazi condivisi per residenti e visitatori, favorendo la socializzazione e l’imprenditorialità.
  9. Progetti di energia rinnovabile – Installare pannelli solari o altre fonti di energia pulita per rendere il borgo autosufficiente.
  10. Formazione e workshop – Organizzare corsi di cucina, artigianato, agricoltura sostenibile.
  11. Mercati agricoli e di prodotti locali – Creare punti vendita di prodotti del territorio per sostenere i produttori locali.
  12. Progetti di mobilità sostenibile – Incentivare l’uso di biciclette, car sharing o navette ecologiche.
  13. Laboratori di educazione ambientale – Sensibilizzare residenti e visitatori sui temi della sostenibilità.
  14. Valorizzazione delle tradizioni enogastronomiche – Organizzare degustazioni, corsi di cucina e feste del territorio.
  15. Progetti di recupero dei percorsi storici e naturalistici – Riapertura e manutenzione di sentieri e itinerari storico-naturalistici.
  16. Creazione di un archivio digitale delle tradizioni locali – Raccogliere e condividere storie, foto e documenti storici.
  17. Sostegno alle start-up locali – Spazi e servizi di supporto per giovani imprenditori e innovatori.
  18. Progetti di inclusione sociale – Attività per coinvolgere diversi gruppi di residenti e promuovere coesione.
  19. Promozione del turismo sostenibile tramite social media – Attività di promozione digitale del borgo e delle sue attrattive.
  20. Progetti di tutela e valorizzazione della biodiversità – Creare aree verdi, giardini botanici o progetti di conservazione della fauna locale.

Questi progetti possono contribuire a rivitalizzare il borgo, rafforzare la comunità locale e attrarre visitatori, creando opportunità sostenibili di sviluppo.

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La Donna Sikana

La Donna una figura ancestrale al Centro del Vita del Villaggio

Il testo offre un affascinante quadro di un’antica visione sociale e spirituale, focalizzata sulla figura della donna come centro e custode della vita nel villaggio, e sull’importanza di luoghi sacri come l’Argimusco.

Ecco un riepilogo e alcune riflessioni principali:

  1. La Donna come Figura Ancestrale e Centrale:
  • Rappresentava l’Essere in grado di connettersi con il Creato e la Vita.
  • Simbolo di generatrice e di collegamento con i ritmi cosmici e naturali.
  • Aveva un ruolo centrale nei riti propiziatori, celebrando le fasi della Vita e le stagioni.
  • Organizzazione matriarcale del villaggio, con la Donna al centro della vita comunitaria.
  • Assonanze con la spiritualità cristiana, suggerendo un’unità di verità antica e universale.
  1. L’Argimusco come Luogo Sacro:
  • Considerato un sito misterioso e ricco di significato, forse di origine antichissima.
  • Collegato alla città di Bakano (Abakainon), importante centro del Mediterraneo antico.
  • Circondato da boschi di querce, ospitava villaggi sikani dediti a culti della Madre Terra e del Dio Sole.
  • Le grandi pietre rappresentavano aspetti della Vita e venivano utilizzate per riti propiziatori, guarigioni, visioni.
  • Presenza di figure sacre come sciamani, sacerdoti, medici, filosofi, che guidavano i pellegrini e i riti.
  • Importanza dei eventi astronomici come gli equinozi e i solstizi, momenti di celebrazione comunitaria e di celebrazioni legate alla vita e alla natura.
  • La luce come elemento fondamentale della creazione e dell’organizzazione della vita.
  1. La Storia dei Popoli nella Regione:
  • I Sikani, popolazione pacifica dedita alla pastorizia, vivevano in questa zona fino a quando non furono disturbati da incursioni piratesche e dallo sfruttamento.
  • Si ritirarono in territori più difendibili, mantenendo le proprie tradizioni religiose e il rapporto con la natura.
  • L’arrivo dei Siculi, più bellicosi e patriarcali, portò a conflitti e a un cambiamento nei modelli sociali e spirituali.

Riflessioni:

  • La descrizione evidenzia come molte culture antiche attribuissero grande importanza alla donna come simbolo di vita e connessione cosmica.
  • La presenza di siti sacri come l’Argimusco suggerisce che queste aree erano centri di spiritualità, rituali e conoscenza.
  • La similarità tra queste antiche credenze e alcuni aspetti della spiritualità cristiana potrebbe indicare un’origine comune o un filo di continuità spirituale oltre il tempo.
  • La storia dei popoli che hanno abitato questa regione mostra un’evoluzione delle società, da comunità pacifiche e spirituali a gruppi più bellicosi, con conseguenze sulla loro cultura e religiosità.

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Le ragioni di una “Vita”

Ho vissuto come un disadattato da sempre, all’Università di Agraria, mi sono rifiutato di accettare e ho sentito fuor di luogo tutte quelle teorie intensive e fondamentalmente depredative, per dire il vero, verso l’ambiente, nei confronti del quale dovremmo essere ospiti rispettosi. Come sfruttare meglio il pianeta, come produrre di piu, come sfruttare anche gli animali, ridotti a carne da macello e basta. Ogni senso naturale di ogni cosa non trovava posto in quella Storia didattica, tutto per il mercato, la produttività, il profitto. Termini che non ho mai digerito, spogliati di ogni senso vitale.

Ho ripiegato per una vita per il sociale per gli “Altri” l’unico modo di potere accettare delle regole di sistema che mi potessero condurre ad un obiettivo: integrare persone che aveveano vissuto serie difficolta di gestione della propria vita che li avveva condotti al carcere, alla dipendenza, nelle maglie della delinquenza organizzata, ecc. Condurli fuori dal guado era un obiettivo che mi ha dato il senso del mio impegno e per sentire quel pane quotidiano meno amaro. Certo oltre ci sarebbero state le stesse domande di sempre che mi hanno accompagnato una vita, quelle domande di fondo erano sempre li, che senso aveva darsi tanto da fare per vivere tutte le nostre prerogative umane e spirituali all’interno di un sistema economico e sociale che guardava e si ispirava fondamentalmente ad altro? 

La “Bellezza” era ed è ciò che da importanza alle cose di questa vita.

Mi ritrovo a 60 anni sempre piu vicino al mio traguardo terreno, con le mie forze  che cedono al tempo ma resta piu forte la mia consapevolezza, accompagnato dalle mie domande di sempre, nel tentativo di avere chiara una qualche risposta da lasciare ai posteri. Ma ne Vale La pena? se oggi poi non riusciamo nenche a garantire la sopravvivenza per tutti immgianiamoci garantire a tutti di poter Essere Felici. 

A servizio di un “POTERE”, quello del profitto, della legge della Giungla, Dove Ognuno è utile, ma fino ad un certo punto, al Sistema. Senza la gente asservita il Sistema odierno crollerebbe. 

Bisogna cambiare Paradigma. Bisogna reinventarci per essere migliori. Un Tema che Lascio ai Posteri. Ma è un tema alquanto urgente. NON CI DORMITE!

Da un post di Vito Mancuso: «Affermando che qui è ora in lui è giunto il regno di Dio, un essere umano compie due dichiarazioni: una rivolta a se stesso, l’altra a questo spazio-tempo. A se stesso dichiara: io non mi appartengo. E allo spazio-tempo e ai poteri dichiara: io non vi appartengo. Un essere umano che fa suo il messaggio di Gesù dichiara di appartenere ad un’altra dimensione dell’essere. Un essere umano che vive oggi la spiritualità di Gesù guarda questo mondo negli occhi e gli ripete quello Gesù disse a Pilato: «Il mio regno non è di questo mondo». Tu, mondo, sei forza, io desidero essere giustizia; tu, mondo, ti basi sul potere, io sulla relazione; tu, mondo, rincorri il piacere, io ricerco l’armonia. Tu, mondo, usi la bellezza per sedurre, io servo la bellezza e me ne nutro perché so che è la luce del mondo più vero al quale appartengo.  Quando un essere umano sperimenta questa diversa appartenenza, per lui o per lei è arrivato il regno di Dio».

E allora? …… non ci resta altro da fare!! Cerchiamo di essere tutti “Vangelo”.

 

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Abbiamo la Connessione?

Se non c’è connessione, siamo fuori dal nostro tempo. Così si afferma. In un posto di montagna come Montalbano Elicona troviamo scarsa connessione. Ma esiste la possibilità che in un posto come questo potessimo trovare una altra tipo di connessione, e la piu importante della nostra Vita. E’ la Natura che è la fornitrice di questo servizio, ed anche gratuito, è un invito a investire un po del proprio tempo nella riflessione, nella meditazione e nella connessione con la Vita. La proposta di tornare a immergersi nella natura, per ritrovare il proprio equilibrio interiore e il senso della propria esistenza, è un messaggio che risuona con tutti noi, soprattutto in un mondo così frenetico e pieno di distrazioni.

Le attività che si propone nei nostri Tour, come esplorare i boschi e immergersi nei suoni e nei profumi della natura, creano occasioni per riscoprire non solo la bellezza del mondo esterno ma anche la ricchezza del nostro universo interiore. La connessione con i luoghi e la loro storia può davvero arricchire la nostra esperienza e offrirci nuove prospettive sul nostro cammino.

Attraverso la cucina del nostro ristorante “Il Ritrovo dei Re”, e l’accompagnamento in esperienze sensoriali immersive durante i nostri trekking e passeggiate meditate, si ha l’opportunità di risvegliare i sensi e riavvicinarsi a quella parte di noi che spesso trascuriamo. È in questi momenti di contemplazione e presenza che possiamo accogliere le intuizioni e le verità che emergono dal nostro cuore.

Anche la nostra proposta di ospitalità nel nostro Albergo Diffuso “Borgo Antico Montalbano”, è in armonia con la natura e la cultura del luogo, rappresenta un’opportunità unica per riconnettersi con se stessi e con l’ambiente circostante, stimolando una nuova consapevolezza e un modo di essere che si distacca dagli schemi convenzionali.

In conclusione, la nostra intenzione è di promuovere un’esperienza che unisce la scoperta, la riflessione e la connessione con la Vita, è un invito prezioso per tutti coloro che desiderano vivere in modo più autentico e significativo.

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Il Cibo, racconta lo Spirito della Vita che ci circonda

Abbiamo bisogno del cibo che dà energia,  per sostenerci, il cibo che fa bene deve essere genuino, ricavato da un modo di coltivare sano e nel rispetto delle dinamiche naturali che le caratterizza in Natura, senza esasperare, pressare, condizionare, stravolgere, costringere, gli elementi a modificare il proprio comportamento altrimenti dettato da meccanismi naturali. Ma quando ci cibiamo abbiamo bisogno di avvertire che ci farà bene e che ci porterà quella energia in grado di farci vivere meglio e che ci consentirà di dare il meglio di noi stessi. Ingerendo il buon cibo facciamo in modo che diventi parte di noi stessi, ciò vuol dire che altri esseri viventi stanno condividendo se stessi per continuare quel processo meraviglioso che è la Vita. Ma anche noi saremo cibo per Altri esseri viventi e parteciperemo allo stesso processo della Vita. E così potremo fare in ogni azione che faremo durante la nostra vita. Ogni nostra azione è un atto energetico che si spenda per la Vita oppure no. Ogni ristoratore, celebra un rito per ogni tavolo che serve il suo cibo, una celebrazione alla Vita, comunica la storia e il territorio di provenienza di ogni ingrediente ed allora il commensale se ne andrà arricchito non solo dell’Energia dispensata nel cibo somministrato, ma acquisirà una consapevolezza ed una conoscenza che gli consentirà di partecipare attivamente alla Celebrazione, a questo atto che diventa Sacro, per la partecipazione e la condivisione con il Creato. Questa Celebrazione alla Vita è dettata solo dall’Amore che alberga nel pronfondo di Ognuno di Noi e non puo essere solo compreso da un approccio di carattere professionale.

Pensieri di Silvio

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