Argimusco e la rinascita

I Sicani abitarono la Sicilia antica,

popolo di radice profonda e di sguardo rivolto al cielo.

Presso l’Argimusco fondarono Bakano,

che l’ellenizzazione avrebbe poi chiamato Abakainon.

Tra quelle alture di pietra e di vento

riconobbero le **pietre sacre al cielo**,

segni silenziosi di un dialogo eterno

tra la Terra e le stelle.

L’Argimusco divenne così uno dei luoghi sacri

più importanti dell’isola,

tempio senza mura, aperto all’infinito.

Nei giorni dei solstizi e degli equinozi

interi villaggi salivano in pellegrinaggio,

attratti dal richiamo del tempo che si rinnova.

Qui i druidi sicani custodivano il sapere antico,

celebrando ogni aspetto della Vita:

la nascita, il passaggio, la morte e un nuovo cominciamento.

In quel luogo di pietra viva

l’umanità errante cercava armonia,

ricucendo il legame spezzato tra tutte le cose.

E nel silenzio carico di senso dell’Argimusco

si tornava a rinascere,

ritrovando l’equilibrio perduto

tra l’uomo, la natura e il cielo.

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