Montalbano Elicona e il futuro che rischiamo di perdere


Viviamo un tempo che sembra andare “all’incontrario”, in cui riemergono modelli e visioni del passato presentati come ritorno alla realtà. In questo contesto nasce una domanda semplice ma decisiva: quale futuro vogliamo immaginare per Montalbano Elicona e per le prossime generazioni, per i nostri figli?

Questa domanda riguarda tutti, ma in particolare chi, a vario titolo, si è assunto la responsabilità di indicare una visione per il paese. Perché il tempo che passa non può essere un dettaglio: anche il 2025 si chiude con un dato allarmante, oltre cinquantacinque cittadini in meno e appena una o due nascite. Numeri che raccontano una prospettiva di progressivo abbandono del Borgo.

La riflessione sul futuro non può limitarsi a programmi scritti e promesse enunciate. Di molte di queste non si percepiscono né l’avvio né un percorso concreto. E se è vero che qualcosa è stato fatto, si tratta spesso di ordinaria amministrazione. Ma di fronte a problemi straordinari servono risposte altrettanto straordinarie.

Montalbano Elicona possiede storia, patrimonio e caratteri identitari. Eppure altri piccoli comuni siciliani, con meno risorse e meno visibilità, sono riusciti ad avviare processi di rinascita più avanzati. Questo dovrebbe interrogarci.

Alla base di ogni scelta dovrebbe esserci un principio chiaro: le regole e le consuetudini non possono prevalere sulle persone. La legge esiste per servire l’uomo, non il contrario. Senza questa bussola, ogni progetto rischia di perdere ogni spinta di rinnoavmento.

È arrivato il momento di un confronto vero tra cittadini, istituzioni e comunità. Non per alimentare inutili polemiche, ma per costruire insieme una prospettiva credibile. Il futuro di Montalbano Elicona non può essere rimandato ancora.


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