Dove siamo?

HandMade Montalbano Elicona cooperativa agricola sociale ha sede nel suggestivo borgo di Montalbano Elicona a 72km dalla città siciliana di Messina. Il Paese di Montalbano Elicona ha origini molto antiche, un tempio greco e poi romano si ergeva al posto della Matrice o Basilica Minore. Ma la presenza dei Tholos nelle vicinanze del paese fa ritenere che fosse abitato da popolazioni indigene. Ma il paese riveste una posizione politica e militare importante con la conquista Normanna in Sicilia con Federico II. Oggi il paese torna ad essere meta dei turisti dopo avere conseguito il titolo di “Borgo più Bello d’Italia 2015“.

Google maps – Handmade az. agr. – Ritrovo dei Re

Cenni storici:

Montalbano Elicona crocevia di eserciti e sovrani gode da sempre di una posizione strategica e d era considerato il punto di sosta di eserciti e carovane commerciali che dal Tirreno si inoltravano al centro dell’Isola, ritenendola una via più sicura e più breve. Nel territorio di MOntalbano  troviamo le strade regie romane che collegavano Il Tirreno a Naxos.  queste passavano dall’Argimusco,  dove ancora oggi troviamo il “Fondaco” una costruzione di origine romana che serviva da postazione lungo la strada regia che era larga circa 30 metri e che si collegava a Naxos. Vicino troviamo il Bosco di Malabotta. La storia di Montalbano Elicona vive quindi la storia delle dominazioni della Sicilia e per le sua posizione spesso ha trovato interesse ad assistere gli eserciti di passaggio.

Le prime formazioni delle borgate vicino alle fortificazioni nascono nel IX secolo, quando con la conquista bizantina, il paese assume l’aspetto di una rocca fortificata. Si edifica una fortificazione che nel tempo assume le forme del  il castello odierno, e con l’economia florida si fondano monasteri e conventi, emergono Nobili e proprietari e commercianti. Si fondano altre comunità nelle contrade Monacale, Sant’Elia, Santa Maria e Villa Abate ed il paese assume sempre piu importanza. Con la dominazione araba Nell’843 il territorio di Messina e anche Montalbano risentono dell’influenza mussulmana.

Si succedono altre dominazioni nel XI-XIII secolo, l’occupazione di una colonia “lombarda”, proveniente dal Monferrato, che sviluppa i commerci di cereali, bestiame, pelli, lana e altri prodotti introdotti dagli arabi. A metà del XII secolo invece, i Normanni riorganizzano il territorio con torri e fortificazioni. E’ in questi anni che si ha la prima testimonianza documentata dell’abitato.

Il geografo arabo Edrisi (o Al-Idrisi) scrive di “una rocca, posta in mezzo ad alte montagne.. aspra a salirvi e a scenderne“, ma che “non ha pari per l’abbondanza del bestiame, del miele e di ogni altro prodotto agrario”. Montalbano è l’”Al-Bana” il “luogo eccellente”, termine dal quale potrebbbe derivare l’attuale denominazione.

Il nome del paese MOntalbano è controversa, così accanto all’origine araba, c’è chi sostiene derivi da Mons Albus (il monte bianco) mostratosi alle truppe di Ruggero II; chi ancora dal richiamo al Monte Albano e ai trinofi non autorizzati delle legioni di Cornificio, Laronio e Cesare Ottaviano, che in queste terre ebbero passaggio obbligato o ancora da “Sesto Nonio Albano”, latifondista romano di Tindari, nonché eroe eponimo della città. L’appellativo Elicona invece è di chiara etimologia greca, in quanto era proprio il fiume Elicona (in greco Elikòn = “tortuoso”) che dopo la cacciata dei Cartaginesi dall’isola, segnava il confine tra Tindari e l’antica Abacena (l’attuale Tripi).

Nel 1211 d.C. Federico II di Svevia, concede la rocca in dote alla moglie Costanza d’Aragona e la distrugge nel 1233 a seguito del malcontento alimentato da facinorosi nobili del luogo. Molti montalbanesi furono deportati come schiavi nelle città di Augusta ed Agrigento e la ricostruzione è lenta e difficile. Tuttavia allo Stupor Mundi si deve il potenziamento delle fortificazioni cittadine, che interessano principalmente il castello.

Dopo la pace di Caltabellotta, Montalbano raggiunge il suo massimo splendore e dal 1303 circa, Federico III d’Aragona fa del maniero la sua regiae ades, circondando il borgo di nuove mura. Le vessazioni dei francesi sono ormai antico ricordo e la città diviene un importante centro culturale-politico-religioso, che gravita attorno alla figura di Arnaldo da Villanova.

Con re Martino (dal 1400 in poi) la Terra di Montalbano è contesa fra demanialità e feudalità. Per secoli si alternano i domini delle famiglie Romano-Colonna di Cesarò e Bonanno di Canicattì. Nel 1623 la baronia venne eretta a ducato da Filippo III re di Spagna e a Giacomo Bonanno Colonna è conferito il titolo di “Duca di Montalbano”. E’ un momento importante, poiché Giacomo avvierà un grande progetto di trasformazione urbana e monumentale. L’idea è sviluppare un ampio anello viario, intorno ad un nucleo centrale per agevolare i movimenti in entrata e in uscita. Sorgono così nuovi fondaci, magazzini e dogane. Le condizioni igieniche migliorano e si riedificano la chiesa Madre e il Convento di San Domenico in piazza.

Il dominio dei Bonanno cessa nel 1805, quando per i debiti contratti il ducato di Montalbano viene ceduto alla Compagnia di Gesù, fino all’Unità d’Italia.

Da vedere:

Castello Svevo-Aragonese; Basilica Minore; Chiesa di Santa Caterina; Santuario Maria SS della Provvidenza; Vicolo Placido Fiore; Portali barocchi nel Borgo; Riseva Naturale Orientata Bosco di Malabotta; Megaliti dell’Argimusco;
Altri percorsi naturalistici: Fiume Elicona con i ruderi dei Mulini; Fonte Tirone; sentiero archeologico Tholos (o dei Cubburri).

Per Informazioni e Prenotazioni dei nostri servizi turistici e di ristorazione tel. 0941 1930688 – 3467654897 Rosaria
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