ABBIAMO BISOGNO DI CONTADINI

Abbiamo bisogno di contadini, di poeti, di gente che sa fare il pane, di gente che ama gli alberi e riconosce il vento.
Più che l’anno della crescita, ci vorrebbe l’anno dell’attenzione. Ci vorrebbe invitare le persone a sedersi attorno a delle idee, per poter immaginare una comunità di umani che includa a pari dignità tutti gli altre esseri viventi che ci circondano, con cui condividere, sperare e impegnarsi per un futuro migliore e soprattutto lo dobbiamo ai nostri figli. Ma assumere l’atteggiamento dell’attenzione verso tutto quello che ci circonda deve essere un atto di amore.
Attenzione a chi cade, attenzione al sole che nasce e che tramonta, attenzione ai ragazzi che crescono, attenzione anche a un semplice lampione, a un muro scrostato, a un fiore, un albero, un insetto, ecc.. Cominciare a fare cose inusuali, che altri non fanno, guardandoci dentro e gioire per esserci.
Oggi essere rivoluzionari significa togliere più che aggiungere, significa rallentare più che accelerare, significa dare valore al silenzio, al buio, alla luce, alla fragilità, alla dolcezza.
Pensireo tratto da FrancoArminio filosofo e paesologo campano da “Geografia commossa dell’Italia interna”

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