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Solstizio di Estate sull’Argimusco – Sui Nebrodi.

Si verifica oggi il Solstizio d’Estate 2018: oggi, 21 giugno, alle 12:07 ora italiana (10:07 UTC), si verifica molto più di un semplice evento astronomico: da sempre, questo giorno, considerato critico, di passaggio, è caratterizzato da riti propiziatori ed ha alimentato, da tempi immemori, numerose leggende.

Il Solstizio d’Estate è celebrato nel mondo con numerosi festeggiamenti: Molti espressioni spirituali e anche

La Fertilità – – Sull’Argimusco
L’Altare. – Sull’Argimusco
Le Isole Eolie vista dall’Argimusco
La Dea Orante – Sull’Argimusco
Il Guerriero – Sull’Argimusco

turisti si rritrovo sulle Alture dell’Argimusco per assistere al sorgere del sole.

Il solstizio d’estate, in cui il Sole culmina allo Zenith, trovandosi così nel punto più alto della volta celeste, è sicuramente uno dei periodi più amati e profondamente intessuti di leggende, miti, tradizioni e storia che non mancano sull’Argimusco, un luogo magico sui Nebrodi, mèta dei popoli antichi  di 3000-5000 anni fa, un luogo che rappresentava il simbolo spirituale tra “l’inizio di ogni ciclo vitale e di ogni Oltre la vita”. Qui si radunavano il popolo di Abaceno, Tindari, ecc.

Lo scopo della vita è fare in modo che il tuo battito del cuore sia in sintonia con il battito dell’universo, per far corrispondere la tua natura con la Natura (Joseph Campbell).

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La cucina del “Ritrovo Dei Re”. – un modo di “pensare” ed un modo di “cucinare”;

Una premessa: Non siamo nati ristoratori. Siamo una azienda agricola che coltiva la terra. I nostri soci provengono da genitori agricoltori e/o allevatori. A Noi piace mangiare bene, con un andamento lento, seguendo i ritmi della natura, impiegando prodotti genuini  e possibilmente coltivati nella nostra azienda agricola adottando tecniche di coltivazione nel rispetto del “Creato” e senza chimica.

Il nostro Cuoco, appassionato di cucina,  è l’Agronomo Silvio si occupa anche della

nostra azienda agricola in gestione alla cooperativa Handmade (fatto a mano).  Katia Foti si dedica al Laboratorio per la produzione di Biscotti e Creme di Nocciole e Conserve, e i dessert per il ristorante, ecc.

Abbiamo scelto di cucinare per Altre Persone per il piacere di comunicare un concetto di condivisione del pasto che si rifà al significato di “Comunità”,  al gusto dell’amicizia e  della “relazione” e dello “stare in compagnia”, dell’accoglienza e ospitalità, valori che risalgono ai nostri Avi.

Stare in  “Compagnia o avere un Compagno/a” deriva dal Latino  “Cum-Pane” vuol dire stare in compagnia condividendo il pane.  E’ importante il “cibo che nutre”“bello da vedere“. Ci  teniamo molto ad offrire nuove pietanze rivisitate da un ricettario tipico locale.

Ma il cibo che nutre il corpo non basta, il nostro spazio del “Ritrovo dei Re” lo pensiamo come luogo privilegiato dell'”incontro tra persone”, che attorno alla tavola intendono celebrare il meglio che la vita ci può offrire con altre persone. Il “Ritrovo dei Re” vuole essere un luogo privilegiato dove si nutre anche lo spirito nella condivisione del cibo.

Il Cibo ci nutre e ci garantisce la sopravvivenza. E’ vitale anchela “Relazione” che nutre lo Spirit

o ed è altrettanto essenziale per la nostra sopravvivenza.

Agli ospiti che ci pregeranno della loro presenza alla nostra tavola, offriremo accoglienza e amicizia.

I Prodotti che utilizziamo sono preferibilmente locali, coltivati nel rispetto del Creato, senza chimica. Privilegiamo i prodotti di stagione.

Curiamo il benessere dei nostri commensali, privilegiamo dei piatti digeribili, semplici e bilanciati, senza eccesso di grassi e proteine e ricche di fibra. E sempre realizzati con nuove ricette.

Una presentazione di piatti nuovi che intendono stimolare la vostra curiosità sollecitando nuove sensazioni del gusto.

Alcuni piatti della nostra cucina:

  1.  “Spizzico del Re” un Antipasto ricco costituito da formaggi e insaccati locali e verdurine;
  2. Primi piatti per i vegetariani con le Verdure al finocchietto selvatico, verdurine di campo dei Nebrodi e nocciole;
    1. Le nostre pizze fritte alla tuma e acciuga,
    2. Tuma e cipolla e pomodoro;
  3. Primi piatti a base di carne;
  4. Primi piatti a base di verdure dei nostri campi;
  5. La stessa cosa vale per i secondi piatti riconducibili alle stagioni e ai prodotti della nostre terre che coltiviamo.
  6. Dessert: decisamente all’insegna della nocciola;
  7. Vino Locale dell’azienda Cottanera Rosso e bianco dell’Etna di Castiglione di Sicilia, ; Acqua locale dell’azienda Fontalba azienda che imbottiglia a pochi km. dal nostro ristorante, acqua dei monti dei Nebrodi;
  8. l’Azienda Vitivinicola e Cantina “Cambria” che produce un ottimo “Nocera” Vino tipico della Vallate dei Nebrodi ottenuto da antichi vitigni tramandati fino ai giorni nostri e migliorati;
  9. Il Tutto servito immersi nella storia, abbiamo dedicato il ristorante alla Storia di Federico II e la Regina Eleonora, Serviamo in Costume medievale, disponibili anche per gli ospiti per Coloro i quali volessero immergersi nel tempo e passeggiare con le nostre guide nei vicoli del Borgo;

E per chi volesse solo trovare nella pausa di pranzo, un occasione per godersi un tempo di riposo, possiamo offrire un menù turistico;

Per chi volesse prenotare al “Ritrovo dei Re” tel a Silvio o Rosaria al 3467654897 oppure al 3467654899 – 0941 1930688

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Artigianato della ceramica in coop. Handmade di Pina Parisi

L’artigiana della ceramica della Cooperativa Handmade (fatto a Mano), Pina Parisi, una giovane donna da cuore aperto all’arte e dotata di una sensibilità grandissima verso ogni forma di Bellezza.

Conferisce alle sue ceramiche costantemente il suo “sentire”.  Le sue creazioni hanno forme dilatate e i tratti segnati, i colori sono  contrastanti segno di un costante conflitto tra forma e sostanza.

 

 

 

 

 

Le sue realizzazioni sono caratterizzate da una velata tristezza, per qualcosa sognata, e che mai pensa di poter realizzare e portare al suo compimento. Questa tensione le conferisce quelle energia creativa e ricerca espansiva verso nuove forme e nuovi orizzonti artistici.

 

 

 

 

 

Per poterla contattare: tel. a coop. Handmade 0941 1930688 oppure al 3471710244.

 

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I sentieri dei Mulini ad acqua sul fiume Elicona

La vita per essere vissuta bene, deve sapere di pane.

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Il pane prima di diventare tale è seme, sepolto e affidato alla fredda terra, dove contende la sua vita con tutti gli elementi viventi e non, presenti nel mondo oscuro della terra. Ai primi tepori germina e comincia un cammino verso la luce, e deve convivere, e resistere, e condividere la sua vita con il suo ambiente attorno e quando porta a compimento la spiga matura per essere raccolta, deve essere separato, dai semi non buoni. Il pane passa prima da una macina, stritolato e sminuzzato per diventare farina per fare il pane. Per diventare pane la farina ha bisogno dell’acqua e deve essere lievitato e passare in un forno a 300 gradi.

Il pane nutrimento della vita umana, per entrare nel sangue deve essere masticato e digerito e poi essere assorbito nel sangue per diventare parte delle nostre cellule e del nostro corpo. E’ cosi che il pane diventa una parte di noi, e a sua volta, ciò che prima era diventato parte del grano, ora anch’essa fa parte di noi siamo diventati una cosa sola. E’ Meraviglioso!

I mulini costituiscono quegli attrezzi che l’uomo ha congegnato per facilitare la trasformazione del chicco di grano in farina. Sul Fiume Elicona ci sono testimonianze di tali manufatti. Ve ne rapresento uno “il Mulino della Chiappazza” nel territorio di Montalbano Elicona sul Fiume Elicona.

Valutazione del grado di difficoltà: Percorso medio facile; non adatto per bambini sotto gli otto anni con poca dimestichezza con le arrampicate. Poco adatto a chi ha difficoltà a camminare. Dotarsi di scarpe da Trekking, una bottiglietta di acqua, portarsi dietro qualche barretta di cioccolata;

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

si Parte:

  1. ore 10.00 dalla piazza del Comune, nell’attesa si racconta una breve storia di Montalbano Elicona, Crocevia  di popoli ed eserciti, porta di ingresso nell’entroterra siciliano e luogo di sosta di eserciti e regnanti come Federico II di Svevia;
  2. si parte per raggiungere un antico sentiero tra i boschi e si arriva al bivio di due sentieri a destra per scendere alla “Pietra alla Chiappazza” detta “Sentiero Cambarella” a sinistra detta “Sentiero Carboniere” per andare in “Contrada Maletto”. 
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  3. Il paesaggio è incantevole, e durante il percorso possiamo notare le tracce di una permanenza umana, piccoli appezzamenti in cui si viveva, 4 pecore, 1 maiale, un piccolo orto, la legna per l’inverno e spesso serviva come deposito delle cose di casa della famiglia. Gli uccelli ci volano vicino e si sente il loro canto in coro senza che questo diventi fastidioso, la brezza ci accompagna e rende fresco e piacevole il nostro cammino;
  4. Si scende a valle e intravvediamo il fondo valle dove passa un braccio affluente del fiume Elicona, il “torrente Maletto”, la vegetazione particolarmente rigogliosa, si differenzia per il suo colore verde e la sua varietà di forme e tonalità di verde. Lo sterrato porta a valle ma ai margini si notano colori e profumi ed emergono prepotentemente durante il nostro andare;
  5. Arriviamo al fondo della valle, adesso al fruscio della brezza sulle foglie si aggiunge il suono dell’acqua del torrente, cerchiamo il passaggio che ci consente di attraversarlo per inoltrarci nel sentiero che ci porta nel letto del torrente fino al “Ponte di Ferro”.
  6. Ci si inoltra nel bosco fino a scendere al fiume, nelle stagioni estive a partire da giugno è piu che un piccolo ruscello, dall’acqua limpida, dove si possono intravvedere le piccole trote, gli avannotti, le farfalle, danzano nell’aria e ci accompagnano nella nostra fatica del percorso. Io mi fermo a bere l’acqua del fiume, dove è piu in movimento, e come fanno tutti gli esseri viventi assetati mi inginocchio e ringrazio madre terra e sorella acqua che è buona e fresca;
  7. Lo spettacolo della natura è in onda, le pietre con le sue forme, la natura che copre ogni angolo come nessun architetto del verde non saprebbe fare, colori e forme, odori unito a quello dello sterco delle mucche, e le tracce di una bevuta al fiume. Si scarpina tra un salto ed un altro di una pietra, si cercano nuovi passaggi più facili, attraversando una riva all’altra, e diventa quasi un gioco o una danza nella natura. Incontriamo sulla sinistra il primo Mulino, posto in alto e raggiungibile da una rampa in pietrame a secco. Bella l’architettura e ti proietta nel tempo passato quando con i muli i contadini accompagnavano da basso sulla rampa fino al Mulino, in attesa del proprio turno per molire quel grano che rappresentava la sopravvivenza per l’inverno avvenire. Ora siamo in alto, a sinistra una vecchia casa del mugnaio, oramai diruta, piu avanti il mulino, senza macina e senza i congegni che l’accompagnavano; ci si muove tra la vegetazione e lo sguardo va al fiume intorno e sembra ancora di sentire don Nino che attendendo il suo turno scherzava con don Turiddu, i muli infastiditi dalle mosche tenevano la coda sempre in movimento per rendere difficile alle mosche potersi posare; il rumore dell’acqua sulla palette della macina, e Don cola che usciva con il suo sacco di farina…. “benedicere a tutti…!! un saluto era d’obbligo prima di riprendere la strada di casa;
  8.  Si riscende dalla rampa e si riprende il cammino lungo il letto del torrente Maletto fino ad arrivare ad un altro mulino sulla destra, posto anch’esso più in alto;
  9. ore 11.30 Si giunge più avanti alla confluenza del fiume Elicona e in alto troviamo un altro mulino, lo troviamo in migliori condizioni rispetto agli altri e possiamo notare due uscite dell’acqua, segno che questo disponeva di ben due macine; Piu avanti troviamo il “ponte di ferro” costruito dagli americani durante la seconda guerra e consentiva ai contadini e i muli di passare senza dover scendere al fiume e guadarlo;
  10. Alla nostra sinistra notiamo una grande pietra piatta e inclinata a sud circa 10 metri per 20 metri. Su questa pietra venivano asciugati i panni delle massaie che venivano a lavare i panni di casa al fiume un percorso che veniva fatto più volte al giorno.
  11. ore 12.00 – si riprende l’antico sentiero di ritorno denominato “Cambarella” il posto è incantevole il selciato ha resistito al tempo ed ancora racconta i passaggi del mulo, delle mucche, dei contadini e delle donne, fatica e bellezza, un misto che accompagnavano la vita di sempre e di tutti di chi saliva e di chi scendeva, si sale e ci si riposa ogni tanto guardandosi in giro, come a salutare ciò che si lascia, la brezza e il fruscio delle foglie riprende il suo posto al nostro sentire e il rumore dell’acqua viene assopito dalle poche parole che si riescono a sibilare, prima del nostro arrivo al punto di partenza alle 12.30.

Per Organizzare la guida per i sentieri del Fiume Elicona e dei Mulini contattare Handmade 0941 1930866 Silvio 3467654899 oppure Rosaria 3467654897

Un saluto affettuoso va all’Associazione “il Ramarro” con cui il CEAN (Centro di educazione ambientale dei Nebrodi) ha collaborato per tracciare il percorso di questo sentiero in occasione del campo di lavoro di volontariato internazionale nell’agosto 2017 organizzato “dalla stessa associazione Ramarro”

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Trekking Biblico sui Nebrodi – con Don Luca Buccheri – dal 28 giugno al 02 luglio 2018

28 GIUGNO – 1 LUGLIO 2018 TREKKING BIBLICO A MONTALBANO ELICONA (ME) sul tema: PASSAGGI”.

Siamo un impasto di terra e soffio divino, che chiede di diventare, attraverso passaggi di fuoco e di vento, terra feconda e acqua viva. Con Luca Buccheri e Monica Rovatti, collaboratori di Romena, in collaborazione con la Fraternità del Borgo di Montalbano Elicona. A cura di Rosaria Nociforo e Silvio Scuto.

 

Per scoprire l’antichissima spiritualità dell’Argimusco e le isole del “Vento”. In un luogo incantevole e incontaminato, definito il “Tibet della Sicilia”, quasi del tutto sconosciuto agli itinerari di massa, vivremo questa prima edizione di trekking biblico siciliano, per riscoprire quanto questa terra sia un abbraccio fecondo di spiritualità, storia, cultura e contatto con gli elementi della natura (terra, acqua, fuoco e aria).

Saranno quattro giorni di immersione nella bellezza di questi luoghi, dal Borgo medievale di Montalbano Elicona, dove alloggeremo, a quello delle vicine “Isole del vento” (Eolie), a quello “magico” dell’Argimusco con i suoi megaliti neolitici e il suo itinerario di rinascita e di iniziazione alla vita in sette passaggi.

Mediteremo attraverso la Bibbia la meraviglia di questa nostra Terra, che antichi popoli radicati ad essa definiscono come “madre”, e compiremo dei passaggi per prendere sempre più consapevolezza di quello che siamo e di quello che insieme siamo chiamati a diventare.

http://terradelsanto.it/it/trekking-biblico-di-sicilia-2018

 

Tel. ad Handmade coop. Rosaria 3467654897

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Un Itinerario per Basicò nel maneggio “Liberamente”

Percorrendo la strada che sale da Falcone verso l’Argimusco incontriamo un paesino graziosissimo, arrampicato su dei costoni che ne fanno un piccolo presepe, Basicò, un paesino antico quanto le pietre che incontriamo, bellissime, che nasce prima come piccolo villaggio probabilmente appartenente all’antica città potente di Abaceno, l’odierna Tripi, successivamente denominata CasalNuovo rifondata da uno spostamento delle popolazioni della Contrada “Casale” posta sopra Tindari a seguito del cataclisma che ha sprofondato Tindari e intere zone dell’entroterra.

Procedendo oltre il Bivio per l’ingresso del Paese di Basicò giungiamo dopo circa 1000 metri sulla sinistra ad una caseggiato dove si trova l’ingresso del Maneggio “Liberamente”,  gestito e condotto da Antonella Pelleriti, donna di grande passione per la natura e particolarmente per i cavalli.

Percorriamo lo sterrato e troviamo più avanti le stalle a box e i cavalli al Pascolo con cui abbiamo il piacere di scambiare la conoscenza. Si fanno accarezzare alcune più esuberanti e altre più civettuole, maestose e belle e docili e la voglia di abbracciarli.

Il paesaggio dei Nebrodi ci circonda la catena montuosa dei Peloritani, bellissime come sempre ed in ogni stagione, Le isole Eolie a Nord, oggi un po coperte dalle nuvole,  a Nord-Est si intravvede tra le nuvole Capo Milazzo e il suo golfo, a est il paesino di Basicò arroccato sui costoni di arenaria e a Ovest e sud la natura è sublime di bellezza e di profumi e di colori.

Camminiamo per la natura attraverso i sentieri del Maneggio, aperto tutti i giorni. Su prenotazione è possibile per i cavallerizzi alle prime esperienze fare conoscenza con i cavalli ed imparare a comunicare con loro.

Per i più bravi è possibile montare a cavallo a percorrere i sentieri naturalistici della zona circostante.

E per chi viene da lontano si può dormire con una modica somma a Basicò nelle case vacanze della rete turistica Nebroidea CEAN (Centro di educazione Ambientale dei Nebrodi), la nostra associazione che promuove il territorio e i servizi turistici.

E si può pranzare al “Ritrovo dei Re” un ristorante a Montalbano Elicona convenzionato con la rete turistica CEAN.

L’assistenza turistica è a disposizione per ogni bisogno ed è assicurata dalla Handmade tel. 0941 1930688 oppure cercare di Rosaria 3467654897 e dal C.E.A.N. Associazione Educazione Ambientale dei Nebrodi cercando di Antonella Pelleriti. https://www.facebook.com/maneggio.liberamente

 

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Occorre ritrovare la Voglia……

Ritrovare la voglia di ogni cosa che si fa, dà senso alle cose che si fanno, le piccole e le grandi cosa trovano un diverso significato e si vive meglio il domani. Montalbano Elicona come tutti i paesini di montagna, vivono una sensazione di smarrimento, di ritrovarsi fuori dal circuito della “Vita” che di solito si pensa che esista solo nelle grandi città, insomma fuori dallo stereotipo di un certo modo di vivere. “Illusione”!! Penso che non sia affatto così, nelle città ci potranno essere più sollecitazione con cui potersi distrarre, ma la città non risparmia nessuno di certo, la città non risparmia di un senso di apatia e di smarrimento che è ancora più forte di quello che si vive tra queste montagne dove ancora la natura ci ricorda che esiste nel Creato la “Bellezza”, “quella Bellezza che salverà il Mondo”. E’ certo un fatto: Si fa più fatica a pensare male, ritenendo di proteggersi, invece che dare fiducia alla vita stessa. Alla fine si ha più paura delle conseguenze della nostra stessa paura. Si rimane Soli…! ed è il risultato.

Molti si affidano al “potere”, a quello politico, economico, allo status sociale, taluni, sciagurati!, a quello mafioso, non vale niente..  La vita è più grande, della nostra piccolezza, La Bellezza alla fine supera ogni dolore, Lo si chiama Dio, Vita, o altro.., abbiamo bisogno di riconnetterci a qualcosa di piu grande della nostra piccolezza. Ritrovarsi allora vuol dire ritrovare le cose che contano e che sono le piu semplici, un sorriso, una carezza, un sorso d’acqua ad una sorgente, uno sguardo al tramonto o ad un alba. Vivere allora comporta semplicemente: ritrovare la voglia di “Vivere”.